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lunedì 17 ottobre 2011

I lividi degli indignati

In un Paese in cui non si riesce a manifestare pacificamente non c'è democrazia. Sulla condanna e sul contrasto dei violenti la politica e le istituzioni sono pieni di proclami. Ma mai una parola di autocritica sulla loro incapacità di garantire decentemente il diritto sacrosanto dei cittadini a manifestare pacificamente. Tra gli altri diritti negati, ci tocca aggiungere anche quest'altra privazione.
Questo è il resoconto della manifestazione attraverso il documentario che ho realizzato con le riprese effettuate nel corteo di sabato 15 ottobre e della seguente guerriglia a Piazza San Giovanni.


mercoledì 12 maggio 2010

Falsos Positivos

Ieri sono stato alla serata conclusiva del Tekfestival, una rassegna internazionale di cinema indipendente e ho visto un documentario realizzato da due registi italiani dal titolo Falsos Positivos. Il film tratta un argomento di cui fino a ieri sera ignoravo l'esistenza e che invece, nonostante la lontanaza geografica, merita un giusto rilievo.

Colombia. Il governo da anni è in contrasto con diversi gruppi guerriglieri e non riesce a gestire la situazione. Per ovviare a questa mancanza e presentarsi vittorioso agli occhi dell'opinione pubblica, sia nazionale che internazionale, ha messo su una pratica atroce. Sequestrano dei civili, prendendoli tra i meno abbienti, li assassinano e li presentano all'opinione pubblica come membri della guerriglia. Solitamente vengono attirati con una offerta di lavoro, vengono trasportati dall'altro capo del paese, vengono uccisi e poi gli mettono addosso armi e divise dei guerriglieri. Ad oggi si stimano a oltre 2000 i civili vittime di questo sistema. I familiari delle vittime solitamente non hanno la possibilità di accedere alla giustizia perché non possono permettersi un avvocato, e inoltre sono oggetto di minacce. Quindi tutto procede senza particolari intoppi. Anche se, ultimamente, lo scandalo si è ingrandito e qualcosa si sta muovendo. La storia, già di per se, è fortemente drammatica. Ma a tutto questo va aggiunto che lo stato colombiano riceve ingenti aiuti economici da parte degli Stati Uniti. E gli USA come hanno reagito a questa vicenda? Molto semplicemente: l'hanno ignorata e continuano tuttora a inviare aiuti economici. Documenti ufficiali della CIA dimostrano che gli Stati Uniti sono al corrente di questa pratica già dal 1994 e nonostante tutto continuano ad appoggiare economicamente e militarmente lo stato colombiano. Tutto ciò dimostra che non c'è Barack "Nobel per la Pace" Obama che tenga di fronte agli interessi degli Stati Uniti. Il film è ovviamente indipendente e non ha un circuito distributivo se non quello dei festival, per cui non sempre è possibile avere modo di vederlo. Ma qualora vi dovesse capitare vi consiglio di non farvelo sfuggire. Cito in chiusura i nomi dei registi che l'hanno realizzato perché se lo meritano: Simone Bruno e Dado Carillo.

domenica 2 maggio 2010

Quattro chiacchiere macchiate di viola

Se ne possono dire tante sul popolo viola, sulla sua indefinita identità o sulla sua mancanza di prospettive concrete. Ma intorno a questo movimento paraspontaneo una cosa è certa: fa vivere quel desiderio, represso dai partiti, dell'aggregazione popolare. Venerdì sono stato alla presentazione del libro di Federico Mello "Viola", ed è stato un momento di confronto interessante. La discussione si è incentrata soprattutto sulla sua genesi avventa nella rete e in particolare sui social network, e capire un pò meglio come sia potuto nascere è importante. Magari già fra qualche mese potremmo dimenticarci del popolo viola, ma liquidare con leggerezza l'aggregazione che ha creato, dal nulla e in pochissimo tempo, sarebbe un errore. Non avevo con me la telecamera ma ugualmente, con mezzi di fortuna, ho fatto qualche ripresa della serata. Mi scuso per la discutibile qualità del video, ma l'audio è discreto. E per chi ne avesse tempo e voglia posto qui un paio di interventi. Il primo è di Luca Telese e il secondo è di Diego Bianchi, in arte Zoro. Buona visione.



domenica 21 marzo 2010

Incongruenze Stellari

Leggo, basito, che il corteo di sabato del popolo della libertà è stato accolto dalla band di Demo Morselli che intonava la note di Star Wars.
La notizia mi ha lasciato esterrefatto. Ma l'hanno visto il film? E soprattutto l'hanno capito? Lasciamo un attimo da parte la pomposità degli effetti speciali e concentriamoci sulla trama. Guerre Stellari è innegabilmente una saga sulla resistenza. E' la storia di una lobby che prima mina le basi di una repubblica attraverso la strategia della tensione, poi mette fuori uso il parlamento ed infine instaura una dittatura. Gli unici che continuano a opporsi sono un piccolo manipolo di magistrati, pardon di jedi, che, seppur delegittimati dal proprio ruolo, non si arrendono e combattono questa violenta dittatura cercando di restaurare una più giusta democrazia. Questa storia è raccontata sotto forma di favola, il che la rende comprensibile persino ad un bambino. Ora, con che coraggio utilizzano la colonna sonora di questo film sulla resistenza per una manifestazione di regime beh non me lo riesco a spiegare...
A meno che... beh certo, a meno che non parteggiassero per Darth Fener. Così potrebbe avere un senso. La strategia dell'impero si rispecchia molto con l'ideale politico di questa gente. E sì, Darth Fener come mito da seguire... Però continua a starci qualcosa che non quadra. Alla fine della saga l'Impero viene sconfitto e Darth Fener ha anche un ripensamento in punto di morte. Vittoria dei partigiani e annientamento della dittatura. Mmm... insomma, di nuovo non riesco a venirne a capo.
Il mio terrore a sto punto è che il futuro Ministero della Propaganda cambi il finale della saga con una vittoria dell'Impero. Con Palpatine presidente della repubblica e Darth Fener primo Ministro...

giovedì 21 gennaio 2010

Satura Lanx

In tempo di crisi economica finalmente dal governo un incentivo all'occupazione. Con l'approvazione del processo breve ricomparirà in Italia la figura ormai dimenticata dell'impiego sicuro: la delinquenza.

martedì 12 gennaio 2010

Ma gli androidi ribelli sognano pecore nere elettriche?

Nei momenti di smarrimento culturale torna quest'esigenza di cercare intorno dei modelli. Percepire che nel calderone della contemporaneità c'è qualcosa a cui ci si sente affini. Succede con una certa regolarità. Mi succede con una certa regolarità. E quando succede, questi modelli li trovo sempre ai margini della cultura ufficiale, li trovo tra quelli che vengono solitamente definiti pecore nere. In questi prepotenti modelli culturali mafiosi, razzisti, opportunisti, serpeggia sempre una resistenza. Irrequieta, vitale, contagiosa seppur marginale. Ed è lì che trovo dei modelli validi, come i migranti che in questi giorni a Rosarno si sono ribellati alla mafia. In democrazia si seguono le linee della maggioranza. E' una grande conquista, ed è un importante rispetto verso i cittadini. Non lo cambierei con nessun altro sistema. Ma, assodato questo, chi ha detto che quello che pensa la maggioranza sia giusto? Più vado avanti e più trovo che le cose più sensate sono al di fuori della maggioranza. Maggioranza non solo politica, ma anche culturale e sociale. Non so da cosa dipenda, forse dal fatto che chi è lontano dal potere o dai vari interessi pratici è più libero, non so. Fattostà che quando mi addormento, nel contare le pecore... ecco, fin quando non vedo davanti ai miei occhi il passaggio di una pecora nera non riesco a prendere sonno tranquillamente....

mercoledì 16 dicembre 2009

La Cina è vicina

Quando il signor B e la sua corte evocano lo spettro del comunismo, fanno riferimento a quei regimi dittatoriali che si sono macchiati di crimini sotto il simbolo del comunismo. Come ad esempio l'Unione Sovietica di Stalin o la Cina attuale.

E per quanto i comunisti nostrani (quei pochi che esistono ancora) non li ho mai sentiti fare nemmeno un discorso che potesse associarli a quelli sopraccitati, la nostra maggioranza li addita come pericolo per la libertà e lo sviluppo.

Ma dal momento che mi piace andare dietro i proclami vediamo un pò dove troviamo questo modello di comunismo liberticida nella nostra nazione.


Tipico dei regimi comunisti attuali è la censura della rete. Difatti sia in parte Cuba, sia in maniera più evidente la Cina impongono numerosi filtri alla libera navigazione sulla rete. Chi in Italia vorrebbe seguire questo esempio?... mmm vediamo... tale ministro Maroni... eccolo! L'ho trovato un comunista! Mah... è un ministro del governo Berlusconi! Strano, mi aspettavo di trovarli tra i vari partiti comunisti sparsi per l'Italia è invece guarda un pò, sta nella Lega.


Ma andiamo avanti. Altra caratteristica dei regimi comunisti è che lo Stato ha il controllo dell'economia nazionale. Beh, questo per fortuna non c'è. Vediamo però cosa c'è che si avvicina di più. Dunque, vediamo i principali gruppi economici privati... mah, guarda un pò che strano, sono detenuti da coloro che governano il paese, sia nei media, sia nella finanza, sia nell'edilizia... E chi governa il paese? Saranno i rifondaroli del partito comunista... no, invece è il centrodestra...Sono confuso... fatte le dovute proporzioni, nella pratica non mi sembra mica tanto diverso dai regimi comunisti in cui detiene tutto lo stato...anche se formalmente sono cose separate alla fine l'economia che conta sta sempre nelle stesse mani, e il controllo sul resto dell'economia è pressoché totale... mmm...


Continuiamo. Altra caratteristica di questi regimi comunisti dittatoriali è il culto della personalità e l'imporre alla popolazione di accettare ogni decisione presa dal capo, senza alcun tipo di dialettica, di cui Stalin è stato uno dei principali esponenti. Cerchiamo quindi chi in Italia oggi ha questa deprecabile concezione del potere. Dunque, mi sembra che sia un tale Silvio Berlusconi. Ma come? Il più grande nemico dei regimi comunisti segue proprio uno dei suoi modelli cardine? Strano...


C'è qualcosa che non mi quadra. Ho appena iniziato quest'analisi e mi sembra di capire che in Italia chi ha una visione della politica più vicina ai regimi comunisti dittatoriali sono... gli anticomunisti.

Mi sa che devo comprarmi un'edizione aggiornata del dizionario, perché qui, il significato che viene dato ai termini non mi quadra mica tanto....

lunedì 14 dicembre 2009

Faccia (libro) insanguinata

Quando uno si azzarda a dire che tramite il controllo totale delle televisioni si manipola la realtà e si influenza la gente, i potenti alla corte del nano dicono che non è vero, che la gente mica è scema, che sa ragionare con la propria testa e che questo del controllo dei media è solo una scusa senza basi per attaccare chi ci governa. Punti di vista. Discutibili ma legittimi, ognuno la può pensare come meglio crede. Poi però gli stessi che fanno queste argomentazioni dicono: i gruppi che vengono creati su facebook, gli attacchi che si fanno sui blog, il parlare senza freni su internet è un grave danno, è pericoloso perché si influenza negativamente la gente, la si istiga alla violenza, si fomenta l'odio.

Ma come? La tv non influenza nessuno e internet manipola la mente? Non capisco, secondo voi la gente è immune a queste influenze o ne è totalmente condizionata? Cari miei, fate pace con la vostra mente prima di parlare.

domenica 6 dicembre 2009

Note sul NoBDay

E' stata sì una manifestazione contro quella persona, contro il suo modo di fare politica, contro il suo sistema. E già questo a me bastava per scendere in piazza. Non per aspettarmi davvero le sue dimissioni, so bene che non lo farà mai, ma per gridare ancora una volta che io con quello lì non ci ho niente a che fare. Che non sono né complice né omertoso verso le sue malefatte. Ma questo No B Day è stato anche altro. E' stata anche una bella occasione per parlare di quei temi che vengono costantemente sminuiti se non nascosti dalle tv e dai giornali. Un momento di incontro per parlare di e con gli operai dell'Eutelia, di caporalato e sfruttamento dell'immigrazione, di mafia, di informazione. Quindi io assolutamente non l'ho trovata una manifestazione sterile dalle dubbie finalità, ma un reale punto d'incontro per un fermento sociale alla disperata ricerca di uno spazio. Spero solo che tutto quel fermento che ho visto ieri in piazza e sul palco continui a restare vivo e attivo, anche al di fuori di questa manifestazione.

p.s. nota di servizio: visto che in questo blog pubblico quasi esclusivamente miei video, volevo precisare che il filmato che ho postato ieri non è mio, ma l'ho incorporato prendendolo dal sito della manifestazione

lunedì 19 ottobre 2009

Non vedo, non sento... ma parlo

Avete presente le tre scimmiette? Sì, quelle di : non vedo, non sento, non parlo. Ecco, non sono una bella cosa. Sono il simbolo di un'omertà colpevole, di un lavarsi le mani di quello che ci succede intorno. Però ultimamente ho notato una perversa variante delle tre scimmiette, quella che fa "non vedo, non sento ma parlo".

Mi capita sempre più di sentir parlare, o addirittura di sentire sermoni, di persone che non sanno minimamente di cosa stanno blaterando. Basterebbe aprire gli occhi o le orecchie per avere una visione leggermente più ampia ma non lo fanno. Non vogliono approfondire, non vogliono conoscere certi retroscena, non vogliono credere a nulla che non sia spiattellato in superficie. Però vogliono parlare, sparare giudizi, sentenziare a destra e a manca. Non so se questa variante sia più grave, ma è sicuramente più fastidiosa.

domenica 4 ottobre 2009

E' stato bello esserci...

Centinaia di migliaia di persone in piazza per dire che questa informazione non ci piace. Io c'ero ed è stato emozionante. Oggi voglio postare solo un piccolo frammento delle sconnesse riprese che ieri sono riuscito a fare nella confusione festante di tanti "farabutti"...



A parte i goliardici cori iniziali, ho voluto sintetizzare la manifestazione con le parole di Roberto Saviano, che come sempre riesce a cogliere efficacemente il nodo del problema...

domenica 27 settembre 2009

Il Paese di Rubik

In questo momento della mia vita mi tormentano fondamentalmente due cose: la situazione politico/sociale del mio Paese e quel maledette cubo di Rubik poggiato sul mio comodino. In entrambi i casi tutto è fuori posto. Che siano valori costituzionali o che siano caselle colorate le cose non tornano. E il groviglio nella mia testa peggiora da quando ho iniziato a fondere le due cose. Il quadrato bianco non dovrebbe stare nella facciata azzurra, il lodo Alfano non dovrebbe stare all'interno di un ordinamento che stabilisce che la legge è uguale per tutti, se sposto il quadrato rosso (cazzo!) mi si spagina la facciata verde, vada bene la difesa contro il terrorismo ma (cazzo!) a questo scopo non possiamo massacrare centinaia di uomini innocenti, mi ritrovo sto quadrato giallo sempre da tutt'altra parte, mi ritrovo la propaganda governativa all'interno di ogni spazio del servizio pubblico... ad libtum sfumando. Non so come venirne fuori. Nonostante ciò, quel maledetto cubo di Rubik sta sempre sul mio comodino. E non ho intenzione di cedere.

lunedì 14 settembre 2009

Sulla censura...



quattro parole sulla censura... come? tre parole sulla censura... non va bene? due parole sulla censura... troppe? una parole sulla censura... nemmeno? va beh, è un video in cui non si parla di niente...

martedì 14 luglio 2009

Dopo le 3.32

Ora che si sono concluse sia le passerelle pre-elettorali che le sfilate del G8, mi sembra il momento adatto per pubblicare questo piccolo documento video che cerca di raccontare l'ondata di solidarietà dal basso che si è mossa in aiuto delle popolazioni aquilane dopo il sisma del 6 aprile scorso. Partendo dall'attività di raccolta aiuti dell'Associazione Peppino Impastato di Sambuceto (CH) si è cercato di seguire il percorso del materiale raccolto fino alle tendopoli e di raccontarlo attraverso la voce dei volontari. Buona visione.

venerdì 12 ottobre 2007

Dubito di tutto. Forse.


Stile Syd Barrett sto seduto con lo sguardo nel vuoto mentre davanti mi scorrono facce, notizie, congressi, interviste. Si manifesta un accenno di overdose. E quasi prendo a dubitare che tutto ciò che mi passa davanti e leggo sia reale. L'opposizione che attacca il governo non perché è contraria ai provvedimenti che emana, ma perché lamentano che siano stati copiati dai loro (sic!), in Germania un sadico che ha violentato e torturato la ragazza ha avuto un'attenuante di pena perché è sardo (ari-sic!), e il pm che si occupa degli scontri al g8 di genova del 2001 dice che le forze dell'ordine sono state ineccepibili (come se entrare in una scuola in piena notte e massacrare persone inermi sia il normale compito dei carabinieri, ari-ari-sic!).
Mah, come disse qualcuno tempo fa, un mondo dove i campioni di vela sono gli svizzeri non dev'essere un mondo molto sensato.
Vabbuò, finita la mia divagazione quotidiana, torno ad alienarmi...

lunedì 1 ottobre 2007

Un paragone provocatorio

Andiamo un po’ indietro, tipo agli anni 10 del secolo scorso. Da una situazione di malcontento generale in cui la politica non aveva la forza né la voglia di prendere in mano la situazione, un tipo che faceva il giornalista scende in campo a predicare un ordine nuovo, sparando a zero sul sistema debole della politica e raggiunge consensi enormi. Di cose che non vanno ce ne sono molte, e la gente è esasperata di essere lasciata sola da una classe dirigente distaccata ed egoista. La figura del giornalista diventa sempre più popolare e intorno a lui si viene a creare un folto gruppo di adepti pronti a seguire come vangelo ciò che egli dice… Circa un secolo fa una situazione del genere ha fatto nascere il fascismo. Oggi, seppure le forme sono cambiate, il contesto non mi sembra molto diverso… come andrà a finire?