venerdì 30 settembre 2011

giovedì 25 agosto 2011

Dove finisce la terra

"Fissi, come sentinelle silenziose, tutto intorno alla citta', stanno migliaia e migliaia di mortali perduti in fantasticherie oceaniche" Melville - Moby Dick 

venerdì 6 maggio 2011

I Pre-Occupati (la serie)

Va beh, da come avrete capito, il blog lo sto trascurando. E che di questi tempi per portare a casa la pagnotta e allo stesso tempo non imbrutire, il tempo sta letteralmente volando.
Però non sono mica così insensibile, e che diamine! Oggi posto il lavoro che mi ha più impegnato negli ultimi tempi. Si tratta della puntata zero (o puntata pilota) di una nuova sitcom che ho messo in cantiere. In realtà del tutto nuova non è, visto che è tratta da un cortometraggio che ho girato diversi anni fa "I Pre-Occupati".
A differenza però del corto in questione, le vicende di questi due giovani disoccupati sono narrate in forma seriale e soprattutto sono state realizzate col supporto di una troupe altamente professionale. Il tutto con l'obiettivo di riuscirne a fare una lunga serialità.
Ovviamente anche questo lavoro è fatto con un badget ridottissimo (e non poteva essere altrimenti) ed ha le sue criticità. Ma la voglia di raccontare il limbo della disoccupazione, di accendere per un attimo una luce diversa su questa nostra generazione abbandonata da tutti era troppo forte. E sarà anche che si ride per non piangere, ma il metro dell'ironia mi è sembrato il più adatto per fotografare questo universo assurdo e incomprensibile in cui siamo rimasti imprigionati.
Sproloqui a parte eccola qui la puntata zero (divisa in due mini episodi):




venerdì 1 aprile 2011

Teleaut - Ultima Trasmissione è scaricabile online

Mi sono preso qualche mese sabbatico dal blog. Tra lavoro, progetti artistici e questioni private stavo andando vagamente in tilt. Avevo bisogno di staccare un pò. Tanto in quest'ultimo periodo a parte lo scoppio di una guerra, un terremoto devastante, migranti a cui si nega la dignità e l'affondo finale del regime, non è che sia successo granché... Minchia, forse era meglio se non lo lasciavo il blog! D'accordo, mettiamo da parte queste inquietanti coincidenze.
Piuttosto, torno sul blog con un post che attendevo di scrivere da più di due anni: il film indipendente al quale lavoro dal 2008 finalmente è scaricabile online. Gratuitamente, ovvio.
Ebbene sì, il film Teleaut- Ultima trasmissione, il film su questi folli contestatori che piratano il segnale televisivo italiano, è stato finalmente imbarcato nel mare della rete. Parlare di quello che ha significato realizzarlo e di tutto il resto non mi sembra il caso, chi mi ha seguito in questi anni l'avrà sentito fino alla noia. Adesso è il film stesso a parlare. Ed era ora, aggiungo.
Per cui per tutti coloro che ne hanno la voglia e la pazienza... rullo di tamburi... il film lo si può scaricare qui:



Se poi c'avete voglia di leggere (o di rileggere) i post che nel corso della sua realizzazione ho scritto sul blog, li può trovare qui.

E dirò di più, a breve sarà online anche la mia nuova fatica, stavolta con un ritorno alle origini, una sitcom social-demenziale. Ma ogni cosa a suo tempo. Per ora fatemi godere la pubblicazione del mio primo film da sceneggiatore. E dai dai dai!

mercoledì 26 gennaio 2011

Di essere Pre-Occupati non si finisce mai

Dopo mesi di appunti scritti su fogli sparsi, chiacchierate infinite, ricerche ansiose di location improbabili lo scorso weekend abbiamo girato. Il nuovo capitolo dei Pre-Occupati sta per vedere la luce...

domenica 16 gennaio 2011

Il frammento di un'alba

"A camminare tra le macerie di una civiltà uno poi finisce per sentirsi svuotato." disse. "Una foschia ostile che ti penetra dentro e ti fa oscillare tra rabbia e delusione."
Poi si fermò.
"Ma guarda" disse indicandomi il sole che pigramente si levava "Tu credi che davvero tutto sia perduto? Queste emozioni, questi sorrisi delicati e irrefrenabili, questa voglia di futuro davvero pensi che si possano fermare?"
"No" dissi. "Non credo che si possano fermare"

martedì 11 gennaio 2011

Self Portrait

Di base poi dev'essere quest'inquietudine costante. Appena concludo un qualsivoglia progetto artistico (o presunto tale) devo subito buttarmi in qualche altra folle impresa. E a nulla valgono i pensieri che si fanno all'apice dello stress: "no, guarda, finisco sta cosa e poi per un pò non ne voglio sapere più. Mi prendo i weekend liberi al cazzeggio e nient'altro." Niente da fare. Appena la mente si libera cerca subito nuovi arditi progetti filmici nei quali tuffarsi. Chissà, sarà quest'inquietudine di base oppure avere i piedi sempre freddi o l'avere questioni non risolte col passato. O forse perché guardando da dentro un obiettivo è tutto più semplice...

mercoledì 29 dicembre 2010

La sottile linea rozza

Io non capisco. La gente è disposta a litigi furibondi, lotte intestine, barricate ad oltranza per difendere la propria squadra di calcio, il proprio programma tv, il proprio divo, la velina che è più o meno gnocca dell'attricetta. Ma si lascia scivolare addosso soprusi, prevaricazioni nel lavoro, scelte insensate che piovono dall'alto. Io non capisco. Tutta quella grinta, quell'orgoglio, quella forza di spirito indirizzate verso delle "cagate pazzesche", come direbbe Fantozzi. Sembra che le uniche cose importanti siano gli istinti più bassi, l'immolarsi verso l'altare della volgarità.
Rielaborando una nota frase di Rudvard Kipling : Tra lucidità e follia c'è solo una sottile linea rozza.

venerdì 17 dicembre 2010

Il postulato geometrico delle parallele violente


Questo solo per dire che "cos'è giusto" lo decide chi vince. Sempre. Tutte le istituzioni e tutti i partiti condannano senza se e senza ma gli atti violenti avvenuti a Roma durante la manifestazione del 14 dicembre. Perché dicono che con la violenza non si arriva da nessuna parte e che la strada è il dialogo.
La prima cosa che viene in mente è che questi signori appoggiano allegramente missioni di guerra che di non violento hanno ben poco. Ma non voglio focalizzarmi su questo ora, che è lapalissiano come ragionamento. Bensì su qualcos'altro di meno evidente
Questi politici da ormai un anno ci fracassano le scatole con le celebrazione del risorgimento. Ora, il risorgimento come credete che sia stato raggiunto? Facendo cortei pacifici? Da quello che mi risulta il risorgimento, l'unità della nostra nazione, è stato raggiunto per merito di lotte dure, violente. E' stato raggiunto attraverso l'unica lotta che poteva concretamente portare il potere a prendere in considerazione gli oppressi. E' di questa lotta violenta, aggressiva, i nostri politici si fanno esaltatori. Si, d'accordo, i tempi erano diversi, ma il rapporto potere - popolo non è di molto cambiato. Nel palazzo continuano a fare il cazzo che gli pare e i cittadini subiscono.
Quindi la riflessione che ne viene fuori è che il loro ripugnare gli atti del 14 dicembre non è una dichiarazione contro la violenza, ma un'attacco esclusivamente a quella protesta. La violenza va benissimo per gli obiettivi che si condividono ma è gravissima quando non se ne condividono gli scopi (e lo credo bene, visto che sono loro i soggetti contestati).
Dico questo perché, da pacifista, non sopporto chi in maniera arrogante si appropria della istanze non violente a proprio uso e consumo, soltanto quando gli fa comodo. Io, con tutta sincerità, li schifo.