mercoledì 29 settembre 2010

L'imbarazzo della scelta. Anzi, solo l'imbarazzo


Ok, stamattina mi sono svegliato con il fermo proposito di dare una svolta alla mia vita. Opzioni che mi sono venute in mente:
Fare il batterista ad Harlem, aprire una yogurteria in Afganistan, fare il latitante senza aver commesso niente, trasferirmi ad Oslo e scrivere i manuali dell'Ipad in norvegese, adibire la cantina a laboratorio per fusioni nucleari, comprarmi un deltaplano per fare il lavavetri nella tratta aerea Roma-Dublino, fare il paroliere per il prossimo album di Battiato, fotografare le persone che passano davanti casa nella speranza di veder passare qualcuno di famoso e vendere le foto a Oggi, mandare il curriculum all'ambasciata dell'Onu sperando che la mia laurea in Scienze della Comunicazione posso farmi avere un posto nella delegazione "contatti con gli alieni".

venerdì 24 settembre 2010

martedì 21 settembre 2010

Fuori Sede Reloaded #1

Sarà che il fresco piacere delle repliche contagia anche la rete, sta di fatto che studenti.it ha deciso di ripubblicare, stavolta sul suo canale youtube , la sitcom sugli studenti fuori sede che realizzai, con Giampiero D'Amato, ormai quattro anni fa. Tempi sconsiderati, in cui avevo ancora l'incoscienza di recitare. Ma a ripensarci è stato uno dei lavori che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Lasciati con la massima libertà, ci siamo divertiti a ricreare in questa sitcom decine di esperienze vissute negli anni universitari, sempre con il gusto dell'assurdo. Le puntate sono dodici, e mi sembra di aver capito che verranno ripubblicate una per volta, a cadenza ancora misteriosa. Le seguirò attraverso il mio blog, in modo da far conoscere questo delirio para-universitario a coloro che a suo tempo non hanno avuto la (s)fortuna di vederlo. Ah, e poi allora avevo pochissimi capelli bianchi…

martedì 14 settembre 2010

A mio rischio e pericolo


Tentare strade nuove in campo artistico è sempre un rischio. E se qualcuno ci deve investire è sempre un problema. Ma se ogni volta che si fa qualcosa bisogna ricalcare modelli già conosciuti non si va mai avanti. Ci riduciamo a ri-recitare sempre lo stesso copione. Ora, sono consapevole che affrontando una strada nuova, sconosciuta, si può andare incontro a dei fallimenti. Ma io, personalmente, sono disposto a metterlo in conto. Magari l'opera sperimentale può risultare un pò grezza o sbilanciata, perché manca di quei punti di riferimento che ti permettono di affinarla. Ma solo così si possono raggiungere nuovi traguardi espressivi. Io, in primis da spettatore, sono stanco delle solite opere stantie, la maggior parte delle volte che vado al cinema mi sembra di rivedere sempre lo stesso film. Nonostante poi le cose che rimangono impresse sono quelle che riescono a slegarsi dai soliti cliché, anche se ben rodati. Quindi, se mi devo mettere io in prima persona a scrivere qualcosa, beh, la cosa più sensata è che aspiri a realizzare ciò che mi piacerebbe vedere sullo schermo. Ma poi c'è il rischio. Il rischio che non venga capito, il rischio che non raggiunga l'approvazione di massa, il rischio. Ok, d'accordo. Ma il rischio c'è anche se fai un'opera rispettando tutti i cliché. Ugualmente c'è un rischio: che passi inosservato, sommerso da centinaia di altre opere simili . Allora, rischio per rischio, preferisco rischiare facendo qualcosa che mi piace.

mercoledì 8 settembre 2010

La nostra intervista a Stefano Benni, per festeggiare

Insomma, chi mi legge da un pò saprà del film indipendente dal titolo Teleaut - Ultima trasmissione al quale sto lavorando da oltre due anni. Beh, oggi mercoledì 8 settembre 2010 posso dire che il film è finito! Dopo una lavorazione che nemmeno Ben Hur e Avatar messi insieme! Sabato abbiamo fatto un'anteprima tra gli addetti ai lavori. Dire che mi sono emozionato è dir poco. Un film polemico, controverso, combattente al di sopra di ogni più rosea aspettativa! Per la libera diffusione in rete bisogna pazientare ancora, il partecipare ad alcuni festival richiede che rimanga inedito ancora per un pò. Ma quello che è importante è che il film è finito!

Per festeggiare con voi il raggiungimento di questo ambito traguardo, posto un estratto dal film, nello specifico un frammento di intervista che il grande scrittore Stefano Benni ci ha concesso. Una breve, ma tremendamente efficace, riflessione sulla televisione.



Nell'attesa di poter fare il post in cui annunciare la libera diffusione nel web di questo film, lascio qualche link con i quali rinfrescarsi la memoria su cos'è questo film, sulla sua genesi e su quello che racconta…

Teleaut - Il prologo
Teleaut - La sceneggiatura
Teleaut - Il Trailer

domenica 5 settembre 2010

Libertà nella polvere

C'era un tempo in cui avevo un taccuino con una copertina di cuoio. Solitamente, in quel tempo, il taccuino era riposto in una borsa di stoffa peruviana insieme ad una penna, ad un walkman e a tre o quattro musicassette.
Lì dentro, tra quelle pagine, scrivevo durante i viaggi in treno, nelle sale d'aspetto delle stazioni, cercando di fermare un'inquietudine espressiva che non si poteva controllare. Immagini e pensieri lasciati randagi, in libertà. Poi il taccuino con la copertina di cuoio si è riempito di pagine scritte ed è finito in un cassetto a prendere polvere. Cosa c'è scritto in quel taccuino? Come direbbe John Fante: chiedi alla polvere.
Riguardando oggi quel taccuino con la copertina di cuoio penso che non basta essere liberi, ma bisogna esercitarla la proprio libertà. Poter dire quello che si pensa ma non farlo, nei fatti, non è molto diverso dal non poterlo dire. L'auto censurarsi a volte ha l'aria arrogante di un'offesa alla propria libertà. Ed io sono una persona educata e non la voglio offendere.

domenica 29 agosto 2010

E da una riva a un'altra riva

In questa estate fin troppo movimentata non sono comunque riuscito a stare lontano dalla videocamera. Ed ecco quindi il mio nuovo lavoro: un film/documentario sul cantautore anarchico Alessio Lega. Artista forse non noto ai più, ma molto, molto apprezzato da chi lo conosce (me compreso).
Approfittando di un suo concerto fatto nella mia regione, in Abruzzo (in un momento in cui non ero come di consueto a Roma) ho deciso di buttarmi in questo progetto. Ne è venuto fuori un film di circa mezz'ora, in cui attraverso estratti live, interviste e backstage cerco di raccontarne la musica, la poetica e l'impegno politico. Tutto questo è stato possibile grazie alla sua enorme disponibilità e a quella dei suoi compagni e collaboratori, in particolare la moglie Patrizia e il suo fido musicista Rocco Marchi.
Aggiungere altro mi sembra superfluo. Quindi, per chi ne ha la voglia e la pazienza, spegniamo le luci in sala e buona visione.






martedì 24 agosto 2010

Nei corridoi deserti del livello 9

La famiglia, un pò come Guantanamo, è un'istituzione che andrebbe smantellata.
Penso a questo mentre cammino alle 4 del mattino nei corridoi deserti del livello 9 dell'ospedale. Far convivere persone che si disprezzano solo a causa di un legame di sangue mi sembra un barbaro retaggio tribale. E intanto ascolto il rumore di un'ambulanza dall'alto del livello 9 di quest'ospedale. Non sempre i panni sporchi si possono lavare in casa, a volte serve una lavanderia. Minacce, aggressioni, estorsioni ti sembrano solo parole da telegiornale ed ora stai con una flebo dall'altro lato di queste pareti. Che sono bianche, bianchissime, anche se sono passate le 4 del mattino, qui, al livello 9 dell'ospedale. Scendo sotto a fumare una sigaretta, dove le pareti non sono più bianche e il silenzio è rotto da continui ronzii. Che tanto c'è da aspettare. La sigaretta brucia e i ronzii continuano. Ma quanto c'è da aspettare? La famiglia, un pò come Guantanamo, è un'istituzione che andrebbe smantellata. E' questo che mi ripeto aspettando l'ascensore che mi dovrebbe portare al livello 9 dell'ospedale.

sabato 21 agosto 2010

Against the sea le grand hotel Sea-Gull Magique

Le persone ignoranti, oltre ad essere ignoranti, solitamente sono anche moleste. Ma esistono strade e ponti e ferrovie e automobili e navi e treni con i quali lasciarsi tutto alle spalle. E così facendo ci si accorge che oltre alle persone ignoranti, che poi solitamente sono anche moleste, esistono spiagge solitarie e confidenze a bassa voce e acqua tiepida al tramonto e momenti atemporali degni dell'eternità. Questo è un modo ragionevole per concepire l'estate. E per tornare poi a fare i conti con una realtà fatta di persone ignoranti. Che poi diciamocelo, oltre ad essere ignoranti, solitamente, sono anche moleste.