mercoledì 29 dicembre 2010

La sottile linea rozza

Io non capisco. La gente è disposta a litigi furibondi, lotte intestine, barricate ad oltranza per difendere la propria squadra di calcio, il proprio programma tv, il proprio divo, la velina che è più o meno gnocca dell'attricetta. Ma si lascia scivolare addosso soprusi, prevaricazioni nel lavoro, scelte insensate che piovono dall'alto. Io non capisco. Tutta quella grinta, quell'orgoglio, quella forza di spirito indirizzate verso delle "cagate pazzesche", come direbbe Fantozzi. Sembra che le uniche cose importanti siano gli istinti più bassi, l'immolarsi verso l'altare della volgarità.
Rielaborando una nota frase di Rudvard Kipling : Tra lucidità e follia c'è solo una sottile linea rozza.

venerdì 17 dicembre 2010

Il postulato geometrico delle parallele violente


Questo solo per dire che "cos'è giusto" lo decide chi vince. Sempre. Tutte le istituzioni e tutti i partiti condannano senza se e senza ma gli atti violenti avvenuti a Roma durante la manifestazione del 14 dicembre. Perché dicono che con la violenza non si arriva da nessuna parte e che la strada è il dialogo.
La prima cosa che viene in mente è che questi signori appoggiano allegramente missioni di guerra che di non violento hanno ben poco. Ma non voglio focalizzarmi su questo ora, che è lapalissiano come ragionamento. Bensì su qualcos'altro di meno evidente
Questi politici da ormai un anno ci fracassano le scatole con le celebrazione del risorgimento. Ora, il risorgimento come credete che sia stato raggiunto? Facendo cortei pacifici? Da quello che mi risulta il risorgimento, l'unità della nostra nazione, è stato raggiunto per merito di lotte dure, violente. E' stato raggiunto attraverso l'unica lotta che poteva concretamente portare il potere a prendere in considerazione gli oppressi. E' di questa lotta violenta, aggressiva, i nostri politici si fanno esaltatori. Si, d'accordo, i tempi erano diversi, ma il rapporto potere - popolo non è di molto cambiato. Nel palazzo continuano a fare il cazzo che gli pare e i cittadini subiscono.
Quindi la riflessione che ne viene fuori è che il loro ripugnare gli atti del 14 dicembre non è una dichiarazione contro la violenza, ma un'attacco esclusivamente a quella protesta. La violenza va benissimo per gli obiettivi che si condividono ma è gravissima quando non se ne condividono gli scopi (e lo credo bene, visto che sono loro i soggetti contestati).
Dico questo perché, da pacifista, non sopporto chi in maniera arrogante si appropria della istanze non violente a proprio uso e consumo, soltanto quando gli fa comodo. Io, con tutta sincerità, li schifo.

martedì 14 dicembre 2010

lunedì 6 dicembre 2010

Fuori Sede Reloaded #4

Per quanto abbia frequentemente la testa altrove non mi sono dimenticato delle repliche web di Fuori Sede. E infatti ecco qui il quarto episodio: Pane Amore e Facoltà. Parlare della trama di questa puntata è un pò difficile perché il grado di sconnessione assume livelli di guardia: Jo non si ricorda a che facoltà è iscritto, Narco sta sperimentando nuovi pericolosissimi modi per sballarsi e Luc ha trovato un metodo infallibile per combattere l'insonnia...

giovedì 2 dicembre 2010

Spegniamo le luci in sala, l'ultima trasmissione sta per iniziare

E insomma, abbiamo finalmente iniziato un primo giro proiezioni del film più controverso sulla televisione italiana: Teleaut - Ultima Trasmissione. Per ora le proiezioni gravitano intorno a Roma, ma nel prossimo futuro ci auguriamo di poterci spostare anche nel resto d'Italia. Sempre nell'attesa di poterlo distribuire gratuitamente sul web,ma per questo c'è ancora da aspettare qualche mese, le condizioni dei festival a cui stiamo partecipando ce lo impongono.
Per chi gravitasse dalle parti di Roma do un primo appuntamento:
Sabato 04 Dicembre ore 21:00 ass. Koinè - Spazio Sociale CIVICO 50 via Mario Ugo Guattari, 50 (zona Centocelle) - ROMA

Cercherò di tenere aggiornamenti costanti sulle date delle prossime proiezioni. E per chi può do appuntameto a sabato.

lunedì 29 novembre 2010

fredderiflessioni

La mia auto ha bisogno dell'antigelo. Nel frattempo la decadenza dell'impero sta arrivando alla sua conclusione e questo sistema malato sta per sgretolarsi. Dovrei preoccuparmi di ciò che accadrà dopo, ed essere in ansia sulla mancanza di un'alternativa credibile. Ma devo fare alcune centinaia di kilometri, l'aria gelida mi taglia il viso e la mia auto ha bisogno, mi dicono, di almeno un litro di antigelo. Ci sono da affrontare delle montagne e in queste montagne forse nevica. Ma non tutto è perduto. Tutto sommato ora pare che ci sia il sole. E poi, questo sistema malato pare che stia per sgretolarsi.

domenica 7 novembre 2010

No Signal

Sarò via dal blog per qualche settimana. Prima però voglio pubblicare la cosa più bella mandata in onda dalla tv italiana negli ultimi 15 anni. Tra centinaia e migliaia di programmi trasmessi, questo è indubbiamente il migliore, sia per spessore culturale che per qualità visiva. Sì, sì, senza ombra di dubbio.

lunedì 25 ottobre 2010

Fuori Sede Reloaded #3

Ed eccoci giunti al terzo episodio di Fuori Sede: Il Grande Dettatore. E' pensiero diffuso che quegli studenti che copiano siano degli scansafatiche. Niente di più falso. Che non hanno voglia di studiare, questo sì. Che ignorino il valora della cultura, può essere. Ma il grado di ingegno, di perseveranza, di diabolico calcolo ci dimostra che spesso hanno un'intelligenza raffinata, degna dei più abili strateghi. Se solo utilizzassero queste strabilianti risorse per lo studio la nostra decadente società sarebbe di gran lunga migliore (ecco, mi ritrovo a parlare come i miei vecchi professori, incredibile!). Ad ogni modo il discorso non vale per i protagonisti di questa sitcom, che nonostante si cimentino con caparbietà riescono solo a ritrovarsi in situazione sempre più grottesche e ridicole. Eh sì, Jo sta per dare un esame...

lunedì 18 ottobre 2010

biancosgretolato


Facciamo che la nostra società è una casa. La prima cosa che ci salta all'occhio è che è sporca. Piena di polvere, di macchie, di briciole, di cartacce. E visto che la stanza è nostra diciamo, beh, diamogliela 'na pulita, dopotutto ci dobbiamo vivere tra queste mura. Ci facciamo una bella sudata ma alla fine la stanza è tutta linda. Ci sediamo un pò per prendere fiato e per ammirare il nostro lavoro. Oh finalmente… A sto punto però ci accorgiamo che c'è ancora qualcosa che non va. Sì, va bene, è pulita. Ma è arredata proprio male. I mobili stanno nel posto sbagliato, la televisione è davvero troppo grande lì al centro della stanza, il letto messo lì proprio di fianco alla finestra che dà sulla chiesa, il frigorifero così ingombrante ma così poco capiente. E visto che la stanza è nostra diciamo, beh, diamogliela un'arredata decente, dopotutto ci dobbiamo vivere tra queste mura. Ci facciamo una bella sudata ma alla fine l'arredamento funziona. Via tutti gli orpelli inutili e fastidiosi, e quelli utili messi nei posti giusti. Ci sediamo un pò per prendere fiato e per ammirare il nostro lavoro. Oh finalmente… A sto punto però ci accorgiamo che la stanza è costruita proprio male. Ci vorrebbe una finestra verso il cortile, per far entrare più luce, ecco. E anche tutti questi muri sono orrendi, che rendono un labirinto passare da una stanza all'altra. E queste scale che sembrano portarti verso l'abisso. E visto che la casa è nostra diciamo, beh, diamogliela una sistemata, dopotutto ci dobbiamo vivere tra queste mura.
Però cominciamo ad essere stanchi. Non ci ricordiamo nemmeno com'è che si costruiscono le case, che tanto le abbiamo sempre trovate così, già pronte. Ci sediamo un pò, siamo confusi e anche un pò avviliti. E proprio in quel momento ci squilla il telefono. E' quel nostro amico, quello che un tempo viveva con noi. Ora è andato lontano. Siamo indecisi se rispondere al telefono oppure no. Che lo sappiamo quello che ci racconterà. Che la sua nuova casa è costruita bene, è ben arredata ed è facile mantenerla pulita. Alla fine decidiamo di non rispondere e chiudiamo gli occhi. Ad occhi chiusi stranamente vediamo tutto bianco. Non nero, come succede di solito, ma bianco. Sono le pareti della tua casa spoglia. E ad ogni squillo vediamo che crolla qualcosa. Pezzo dopo pezzo. E pensiamo: "Un giorno o l'altro ti verrò a trovare, vecchio amico mio. E magari mi cerco casa dalle tue parti."

mercoledì 13 ottobre 2010

Senza parole

E' un pò come certe vignette che si trovano sulla Settimana Enigmistica. Ma non di quelle in cui c'è il disegnino e poi la battuta sotto, no. Mi riferisco a quelle in cui c'è la vignetta che è già esaustiva da sola. E che in fondo, al posto della battuta, c'hanno la scritta "senza parole". Ecco, proprio a quelle vignette stavo pensando mentre davo il titolo a questo post.

mercoledì 6 ottobre 2010

Fuori Sede Reloaded #2

Sarà anche per fuggire dall'incertezza del presente, ma sono contento di queste "repliche" sul web dell'ormai storica Fuori Sede (2006). Oggi è stato ripubblicato il secondo episodio: Provaci ancora, Luc. A seguito del tentato tradimento consumato nel primo episodio, ora Luc cerca in tutti modi (anche i più inverosimili) di farsi perdonare dalla sua amata. Il tutto però continua a svolgersi in un limbo caotico e surreale che è questa casa di studenti fuori sede. Un luogo dove la logica, il più delle volte, rimane fuori dal portone…

mercoledì 29 settembre 2010

L'imbarazzo della scelta. Anzi, solo l'imbarazzo


Ok, stamattina mi sono svegliato con il fermo proposito di dare una svolta alla mia vita. Opzioni che mi sono venute in mente:
Fare il batterista ad Harlem, aprire una yogurteria in Afganistan, fare il latitante senza aver commesso niente, trasferirmi ad Oslo e scrivere i manuali dell'Ipad in norvegese, adibire la cantina a laboratorio per fusioni nucleari, comprarmi un deltaplano per fare il lavavetri nella tratta aerea Roma-Dublino, fare il paroliere per il prossimo album di Battiato, fotografare le persone che passano davanti casa nella speranza di veder passare qualcuno di famoso e vendere le foto a Oggi, mandare il curriculum all'ambasciata dell'Onu sperando che la mia laurea in Scienze della Comunicazione posso farmi avere un posto nella delegazione "contatti con gli alieni".

venerdì 24 settembre 2010

martedì 21 settembre 2010

Fuori Sede Reloaded #1

Sarà che il fresco piacere delle repliche contagia anche la rete, sta di fatto che studenti.it ha deciso di ripubblicare, stavolta sul suo canale youtube , la sitcom sugli studenti fuori sede che realizzai, con Giampiero D'Amato, ormai quattro anni fa. Tempi sconsiderati, in cui avevo ancora l'incoscienza di recitare. Ma a ripensarci è stato uno dei lavori che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Lasciati con la massima libertà, ci siamo divertiti a ricreare in questa sitcom decine di esperienze vissute negli anni universitari, sempre con il gusto dell'assurdo. Le puntate sono dodici, e mi sembra di aver capito che verranno ripubblicate una per volta, a cadenza ancora misteriosa. Le seguirò attraverso il mio blog, in modo da far conoscere questo delirio para-universitario a coloro che a suo tempo non hanno avuto la (s)fortuna di vederlo. Ah, e poi allora avevo pochissimi capelli bianchi…

martedì 14 settembre 2010

A mio rischio e pericolo


Tentare strade nuove in campo artistico è sempre un rischio. E se qualcuno ci deve investire è sempre un problema. Ma se ogni volta che si fa qualcosa bisogna ricalcare modelli già conosciuti non si va mai avanti. Ci riduciamo a ri-recitare sempre lo stesso copione. Ora, sono consapevole che affrontando una strada nuova, sconosciuta, si può andare incontro a dei fallimenti. Ma io, personalmente, sono disposto a metterlo in conto. Magari l'opera sperimentale può risultare un pò grezza o sbilanciata, perché manca di quei punti di riferimento che ti permettono di affinarla. Ma solo così si possono raggiungere nuovi traguardi espressivi. Io, in primis da spettatore, sono stanco delle solite opere stantie, la maggior parte delle volte che vado al cinema mi sembra di rivedere sempre lo stesso film. Nonostante poi le cose che rimangono impresse sono quelle che riescono a slegarsi dai soliti cliché, anche se ben rodati. Quindi, se mi devo mettere io in prima persona a scrivere qualcosa, beh, la cosa più sensata è che aspiri a realizzare ciò che mi piacerebbe vedere sullo schermo. Ma poi c'è il rischio. Il rischio che non venga capito, il rischio che non raggiunga l'approvazione di massa, il rischio. Ok, d'accordo. Ma il rischio c'è anche se fai un'opera rispettando tutti i cliché. Ugualmente c'è un rischio: che passi inosservato, sommerso da centinaia di altre opere simili . Allora, rischio per rischio, preferisco rischiare facendo qualcosa che mi piace.

mercoledì 8 settembre 2010

La nostra intervista a Stefano Benni, per festeggiare

Insomma, chi mi legge da un pò saprà del film indipendente dal titolo Teleaut - Ultima trasmissione al quale sto lavorando da oltre due anni. Beh, oggi mercoledì 8 settembre 2010 posso dire che il film è finito! Dopo una lavorazione che nemmeno Ben Hur e Avatar messi insieme! Sabato abbiamo fatto un'anteprima tra gli addetti ai lavori. Dire che mi sono emozionato è dir poco. Un film polemico, controverso, combattente al di sopra di ogni più rosea aspettativa! Per la libera diffusione in rete bisogna pazientare ancora, il partecipare ad alcuni festival richiede che rimanga inedito ancora per un pò. Ma quello che è importante è che il film è finito!

Per festeggiare con voi il raggiungimento di questo ambito traguardo, posto un estratto dal film, nello specifico un frammento di intervista che il grande scrittore Stefano Benni ci ha concesso. Una breve, ma tremendamente efficace, riflessione sulla televisione.



Nell'attesa di poter fare il post in cui annunciare la libera diffusione nel web di questo film, lascio qualche link con i quali rinfrescarsi la memoria su cos'è questo film, sulla sua genesi e su quello che racconta…

Teleaut - Il prologo
Teleaut - La sceneggiatura
Teleaut - Il Trailer

domenica 5 settembre 2010

Libertà nella polvere

C'era un tempo in cui avevo un taccuino con una copertina di cuoio. Solitamente, in quel tempo, il taccuino era riposto in una borsa di stoffa peruviana insieme ad una penna, ad un walkman e a tre o quattro musicassette.
Lì dentro, tra quelle pagine, scrivevo durante i viaggi in treno, nelle sale d'aspetto delle stazioni, cercando di fermare un'inquietudine espressiva che non si poteva controllare. Immagini e pensieri lasciati randagi, in libertà. Poi il taccuino con la copertina di cuoio si è riempito di pagine scritte ed è finito in un cassetto a prendere polvere. Cosa c'è scritto in quel taccuino? Come direbbe John Fante: chiedi alla polvere.
Riguardando oggi quel taccuino con la copertina di cuoio penso che non basta essere liberi, ma bisogna esercitarla la proprio libertà. Poter dire quello che si pensa ma non farlo, nei fatti, non è molto diverso dal non poterlo dire. L'auto censurarsi a volte ha l'aria arrogante di un'offesa alla propria libertà. Ed io sono una persona educata e non la voglio offendere.

domenica 29 agosto 2010

E da una riva a un'altra riva

In questa estate fin troppo movimentata non sono comunque riuscito a stare lontano dalla videocamera. Ed ecco quindi il mio nuovo lavoro: un film/documentario sul cantautore anarchico Alessio Lega. Artista forse non noto ai più, ma molto, molto apprezzato da chi lo conosce (me compreso).
Approfittando di un suo concerto fatto nella mia regione, in Abruzzo (in un momento in cui non ero come di consueto a Roma) ho deciso di buttarmi in questo progetto. Ne è venuto fuori un film di circa mezz'ora, in cui attraverso estratti live, interviste e backstage cerco di raccontarne la musica, la poetica e l'impegno politico. Tutto questo è stato possibile grazie alla sua enorme disponibilità e a quella dei suoi compagni e collaboratori, in particolare la moglie Patrizia e il suo fido musicista Rocco Marchi.
Aggiungere altro mi sembra superfluo. Quindi, per chi ne ha la voglia e la pazienza, spegniamo le luci in sala e buona visione.






martedì 24 agosto 2010

Nei corridoi deserti del livello 9

La famiglia, un pò come Guantanamo, è un'istituzione che andrebbe smantellata.
Penso a questo mentre cammino alle 4 del mattino nei corridoi deserti del livello 9 dell'ospedale. Far convivere persone che si disprezzano solo a causa di un legame di sangue mi sembra un barbaro retaggio tribale. E intanto ascolto il rumore di un'ambulanza dall'alto del livello 9 di quest'ospedale. Non sempre i panni sporchi si possono lavare in casa, a volte serve una lavanderia. Minacce, aggressioni, estorsioni ti sembrano solo parole da telegiornale ed ora stai con una flebo dall'altro lato di queste pareti. Che sono bianche, bianchissime, anche se sono passate le 4 del mattino, qui, al livello 9 dell'ospedale. Scendo sotto a fumare una sigaretta, dove le pareti non sono più bianche e il silenzio è rotto da continui ronzii. Che tanto c'è da aspettare. La sigaretta brucia e i ronzii continuano. Ma quanto c'è da aspettare? La famiglia, un pò come Guantanamo, è un'istituzione che andrebbe smantellata. E' questo che mi ripeto aspettando l'ascensore che mi dovrebbe portare al livello 9 dell'ospedale.

sabato 21 agosto 2010

Against the sea le grand hotel Sea-Gull Magique

Le persone ignoranti, oltre ad essere ignoranti, solitamente sono anche moleste. Ma esistono strade e ponti e ferrovie e automobili e navi e treni con i quali lasciarsi tutto alle spalle. E così facendo ci si accorge che oltre alle persone ignoranti, che poi solitamente sono anche moleste, esistono spiagge solitarie e confidenze a bassa voce e acqua tiepida al tramonto e momenti atemporali degni dell'eternità. Questo è un modo ragionevole per concepire l'estate. E per tornare poi a fare i conti con una realtà fatta di persone ignoranti. Che poi diciamocelo, oltre ad essere ignoranti, solitamente, sono anche moleste.

martedì 29 giugno 2010

07.00 AM


Con questi raggi che trapelano dalla finestra e che preannunciano una giornata piena di esperienze mi prendo una pausa dal blog. Tra viaggi da intraprendere (e bisogno fisiologico di una pausa) per qualche settimana o forse un mese latiterò. Probabilmente continuerò a dare segnali di fumo su twitter, se qualcuno bazzica da quelle parti. Che altro dire, buona estate. E dai dai dai!

giovedì 17 giugno 2010

E non solo allora

Il 30 Marzo 1933, il ministro della Propaganda in Germania, Joseph Goebbels, mi convocò nel suo ufficio [...] e mi propose di diventare una sorta di "Fuhrer" del cinema tedesco. Io allora gli dissi: «Signor Goebbels, forse lei non ne è a conoscenza, ma debbo confessarle che io sono di origini ebraiche» e lui: «Non faccia l'ingenuo signor Lang, siamo noi a decidere chi è ebreo e chi no!». Fuggii da Berlino quella notte stessa. (Fritz Lang)

E così che succede quando c'è un regime. Prima di ostacolarti, prima di perseguitarti cercano di comprarti. In cambio della tua libertà ti possono offrire anche molto. E non sono i loro soldi, le loro guardie, il loro potere che li rende così forti, no. Sono le migliaia e migliaia di persone che si vendono a loro. Questo li rende davvero forti. Spesso poi, chi si è venduto, si accorge dell'enorme errore che ha fatto. Ma ormai è troppo tardi. Questo era vero in Germania negli anni 30. E non solo lì. E non solo allora.

venerdì 11 giugno 2010

Colpo di Ballo, vincitore della categotia Best Editing al 48h

Ieri ci è stata la premiazione del 48 hours film project 2010. Con il nostro corto ci siamo aggiudicati il premio del Miglior Montaggio, oltre che una nomination come Miglior Regia. Del resto, se proprio dovevamo vincere qualcosa, questo probabilmente è il premio più azzeccato. Oltre al team strepitoso dei montatori c'erano i registi, me compreso, che in realtà di lavoro fanno i montatori. Quindi vuoi o non vuoi ne è venuta fuori una regia tutta orientata alla post-produzione. Insomma che dire, grande fatica ma anche grande soddisfazione. Ecco quindi il cortometraggio in questione, Colpo di Ballo. Buona visione:

lunedì 31 maggio 2010

Alla fine del 48h

Queste 48h hanno dato vita al film di cui sopra, che potrò pubblicare in rete solo dopo il 10 giugno (data in cui è prevista la premiazione del concorso). Gli elementi che ci sono stati assegnati dallo staff del 48 Hour Film Project, e seguendo i quali abbiamo realizzato il corto, sono stati:

Genere: Heist (ovvero film che tratta di furto o rapina)
Personaggio obbligatorio da inserire: Paolo/Paola Franti, insegnante di danza
Oggetto obbligatorio da inserire: Calzascarpe
Frase obbligatoria da inserire: "Prima o poi cambio vita"

Raccontare tutto quello che è successo in queste velocissime quarantott'ore mi risulta un pò difficile, tanto è stato frenetico il lavoro svolto. So solo che è stata un'esperienza travolgente. E poi, per uno che è cresciuto a pane e Tarantino come me, avere per le mani la possibilità di fare un film su una rapina... beh, non ha prezzo.
Nell'attesa di poter pubblicare il corto, posto qui alcune foto da backstage



venerdì 28 maggio 2010

In 48h

Ci siamo, fra poche ore si parte. Girare un film in 48 ore, dalle 19:00 di questa sera fino alle 19:00 di domenica. Semplici le regole di questo concorso ansiogeno a cui ho deciso di partecipare.

48 Hour Filmmaker: Rome 2010

Stasera ci daranno gli elementi con cui costruire questo cortometraggio e poi via: scrivere la storia, allestire il set, recitare, girare, montare...
A me l'onere e l'onore di dirigere questa armata brancaleone composta da una quindicina di elementi. Il nome del nostro gruppo è Bassa Manovalanza, scelto così, perché nelle cosiddette maestranze, talvolta, si nascondono inaspettati talenti...

Alla prossima settimana per il resoconto.

martedì 25 maggio 2010

Il numero 100

Insomma, scrivi oggi che scrivi domani siamo arrivati al post numero 100. Chissà, potrebbe essere un'occasione per fare un bilancio di questo blog. Ma anche no. Del resto obiettivi particolari da raggiungere non me li sono posti quindi interrogarsi se li ho raggiunti o meno mi sembra del tutto inutile, come pettinarsi prima di andare a dormire.
Ma continuare a cogliere quelle sfumature che ci emozionano, continuare a posare il pensiero negli angoli poco illuminati dalla luce dei lampioni, continuare a ridere sulle contraddizioni offuscate, continuare a guardare con occhi mai distratti quei momenti che altrimenti andrebbero persi... beh, quello no, non mi sembra affatto inutile.

martedì 18 maggio 2010

Invisible Editing

Sarà l'avvicinarsi della scadenza contrattuale, sarà l'inquietudine che si porta dietro questo maggio piovoso ma sopraggiungono inquietanti sogni ricorrenti. La mia postazione di lavoro si ribella e comincia a lavorare al posto mio. Si mette a montare video senza di me. Ma non con crudeltà, lo stato d'animo che trasmette questa macchina che prende vita è la strafottenza, lavora al posto mio e sembra sfottermi. La stronza.
Con la videocamera accesa come se fosse un taccuino mi appunto quest'incubo sfrontato.

mercoledì 12 maggio 2010

Falsos Positivos

Ieri sono stato alla serata conclusiva del Tekfestival, una rassegna internazionale di cinema indipendente e ho visto un documentario realizzato da due registi italiani dal titolo Falsos Positivos. Il film tratta un argomento di cui fino a ieri sera ignoravo l'esistenza e che invece, nonostante la lontanaza geografica, merita un giusto rilievo.

Colombia. Il governo da anni è in contrasto con diversi gruppi guerriglieri e non riesce a gestire la situazione. Per ovviare a questa mancanza e presentarsi vittorioso agli occhi dell'opinione pubblica, sia nazionale che internazionale, ha messo su una pratica atroce. Sequestrano dei civili, prendendoli tra i meno abbienti, li assassinano e li presentano all'opinione pubblica come membri della guerriglia. Solitamente vengono attirati con una offerta di lavoro, vengono trasportati dall'altro capo del paese, vengono uccisi e poi gli mettono addosso armi e divise dei guerriglieri. Ad oggi si stimano a oltre 2000 i civili vittime di questo sistema. I familiari delle vittime solitamente non hanno la possibilità di accedere alla giustizia perché non possono permettersi un avvocato, e inoltre sono oggetto di minacce. Quindi tutto procede senza particolari intoppi. Anche se, ultimamente, lo scandalo si è ingrandito e qualcosa si sta muovendo. La storia, già di per se, è fortemente drammatica. Ma a tutto questo va aggiunto che lo stato colombiano riceve ingenti aiuti economici da parte degli Stati Uniti. E gli USA come hanno reagito a questa vicenda? Molto semplicemente: l'hanno ignorata e continuano tuttora a inviare aiuti economici. Documenti ufficiali della CIA dimostrano che gli Stati Uniti sono al corrente di questa pratica già dal 1994 e nonostante tutto continuano ad appoggiare economicamente e militarmente lo stato colombiano. Tutto ciò dimostra che non c'è Barack "Nobel per la Pace" Obama che tenga di fronte agli interessi degli Stati Uniti. Il film è ovviamente indipendente e non ha un circuito distributivo se non quello dei festival, per cui non sempre è possibile avere modo di vederlo. Ma qualora vi dovesse capitare vi consiglio di non farvelo sfuggire. Cito in chiusura i nomi dei registi che l'hanno realizzato perché se lo meritano: Simone Bruno e Dado Carillo.

mercoledì 5 maggio 2010

Variazioni sulla luce

Capita di trovarsi in piazza San Giovanni durante il concerto del primo maggio tra caos etilico e confusione. Capita di estraniarsi fissando l'impalcatura delle luci con davanti un lampione spento che sembra acceso. E capita di farci una foto immaginandola in bianco e nero. Capita. O almeno, a me è capitato.

domenica 2 maggio 2010

Quattro chiacchiere macchiate di viola

Se ne possono dire tante sul popolo viola, sulla sua indefinita identità o sulla sua mancanza di prospettive concrete. Ma intorno a questo movimento paraspontaneo una cosa è certa: fa vivere quel desiderio, represso dai partiti, dell'aggregazione popolare. Venerdì sono stato alla presentazione del libro di Federico Mello "Viola", ed è stato un momento di confronto interessante. La discussione si è incentrata soprattutto sulla sua genesi avventa nella rete e in particolare sui social network, e capire un pò meglio come sia potuto nascere è importante. Magari già fra qualche mese potremmo dimenticarci del popolo viola, ma liquidare con leggerezza l'aggregazione che ha creato, dal nulla e in pochissimo tempo, sarebbe un errore. Non avevo con me la telecamera ma ugualmente, con mezzi di fortuna, ho fatto qualche ripresa della serata. Mi scuso per la discutibile qualità del video, ma l'audio è discreto. E per chi ne avesse tempo e voglia posto qui un paio di interventi. Il primo è di Luca Telese e il secondo è di Diego Bianchi, in arte Zoro. Buona visione.



domenica 25 aprile 2010

ventotto parole e una foto

Verso ovest. Per fare qualcosa di più che consumare petrolio. Nel frattempo un dignitoso tramonto si erge davanti a me e allo scalmanato che mi ha appena sorpassato.

lunedì 19 aprile 2010

Sovrapposizioni sul silenzio

Lungomare di Nervi, a Genova. Una soleggiata mattina di gennaio. Insieme a Daniele e alla mia ragazza ci apprestavamo a girare l'ultima video-poesia di Rockpoeta On The Road. La poesia in questione era "il silenzio" e Daniele ci aveva portato in quello scorcio di Liguria perché lì voleva ambientare la lettura dei suoi versi. Ma tra un ciak e l'altro la suggestione atemporale di quel posto mi rapì. E con ancora in testa i versi di Daniele l'occhio indiscreto della camera cominciò a muoversi tra le scogliere e il mare, tra gli scoiattoli del parco e le baracche dei pescatori. Tutto cominciò a sovrapporsi e riemersero anche altre sensazioni. Sarebbe un peccato, pensai, lasciarle scorrere via. E in quel momento non avevo voglia di peccare. E quindi è nato questo video.

mercoledì 14 aprile 2010

Il rivoluzionario 2.0

La rivoluzione è un cambiamento radicale dello stato delle cose. Wikipedia la definisce un mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente e il sorgere di un nuovo modello. Ma nell'immaginario collettivo la rivoluzione è identificata molto più riduttivamente come imboccare le armi per rovesciare il potere costituito e instaurarne un altro, presumibilmente migliore. Ora, a parte il fatto che a me la violenza fa schifo e non credo che possa mai contribuire a migliorare le cose, per quanto alto possa essere l'ideale. Ma poi il metodo della presa del potere tramite un atto violento mi sembra ben poco rivoluzionario, almeno del punto di vista semantico. Secoli di storia ci hanno insegnato che è un metodo piuttosto ordinario, lo abbiamo fatto per secoli e in molte parti del mondo continuano a farlo. Si potrebbe definire quasi un metodo consolidato, un qualcosa che ha sempre fatto parte dello stato delle cose. Ora se rivoluzione è cambiamento radicale dello stato delle cose, perpetrare la violenza non lo cambia affatto questo stato delle cose, ne modifica forse la facciata, ne può migliorare degli aspetti, ma la mentalità della violenza non viene affatto superata.
Per questo mi infastidisce questa visione riduttiva della rivoluzione. Lo stato delle cose si può cambiare, anche in maniera profonda e radicale, senza bisogno di imboccare nemmeno un taglierino. Uno dei modi in cui lo si può fare è utilizzando il potere più grande che questa società ci ha conferito, quello di consumare. Un consumo critico, boicottando i prodotti di quelle società che perpetrano lo sfruttamento, le dittature, la distruzione dell'ambiente, per esempio. A riguardo voglio consigliare un blog che tratta spesso l'argomento ed in maniera anche molto puntuale, ovvero Attaccabottone. E in particolare ci tengo a citare un post scritto da Ross qualche tempo fa che sintetizza egregiamente il concetto a cui faccio riferimento.

ps. comunicazione di servizio. Dal momento che in questo periodo non sempre riesco a trovare il tempo o l'ispirazione per scrivere nuovi post, ho deciso di aprirmi una pagina twitter dove aggiornare sinteticamente e con maggiore frequenza le rilfessioni che mi passano per la testa. E ho messo un riquadrino con le news anche qui sul blog, in alto a destra.

martedì 6 aprile 2010

la deriva

Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada.
Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi la mattina.
Andy Warhol

Non è che la viva in maniera viscerale come l'Andy di cui sopra, e aggiungiamoci pure che sono anni che son passato al digitale. Ma imbatterti in un'immagine che ti emoziona e avere dietro la tua macchina fotografica per poterla immortalare beh... è un pò come la pubblicità della mastercard, non ha prezzo. Ed è un pò così che nascono certe foto, come questa.

mercoledì 31 marzo 2010

La grande truffa del contraddittorio tv

Chiariamoci, il contraddittorio inteso come confronto di più punti di vista è un'ottima cosa. Anzi fa parte dell'essenza stessa della democrazia. Il problema è che nei talk show, e non solo, il contraddittorio non viene espletato facendo confrontare diverse opinioni su degli argomenti ma facendo confrontare due realtà diverse. Mi spiego meglio: c'è quello che dice che la terra è tonda e quello che dice che la terra è piatta. Ora, ha un senso un contraddittorio del genere? Aumenta la qualità dell'informazione? O forse sarebbe meglio, per la correttezza dell'informazione, spiegare direttamente i fatti con l'aiuto di documenti concreti? Mi rivolgo ai paladini del contraddittorio all'italiana: davvero credete che la correttezza dell'informazione sia tutelata piazzando una telecamera a via Teulada davanti a due o più individui che raccontano opposte versioni del mondo? Non sarebbe forse meglio che quella cazzo di telecamera esca da via Teulada, percorra circa 123 km e ci racconti strada per strada com'è davvero la situazione a L'Aquila, o ne faccia qualcuno in più per farci vedere se davvero sono spariti i rifiuti a Napoli? Per voi sembra di no, l'informazione è molto più corretta se si resta chiusi in uno studio a far scontrare chi dice che "sì, è tutto risolto" contro chi dice "no, i problemi ci sono ancora". Questo contraddittorio non è pluralità dell'informazione. Questo contraddittorio somiglia tanto all'oscurantismo.

mercoledì 24 marzo 2010

I nostri tiranni

In giorni come questi penso a come sarebbe radicalmente diversa la nostra vita se non fosse costantemente scandita dagli orologi. Sembrano innocue quelle lancette che si muovono lente o quei led colorati che illuminano i display delle radiosveglie. Invece sono degli spietati tiranni che controllano brutalmente i ritmi della nostra vita. Dittatori privi di ogni sensibilità che si arrogano di controllare i ritmi delle nostre giornate. E la propaganda di regime ci fa credere che sono necessari questi maledetti orologi, come se senza di loro il tempo non potesse progredire. Ma una vita vissuta seguendo i propri ritmi e non quelli imposti da questo diabolico oggetto rivoluzionerebbe la nostra società. Eh sì, sto maturando una profonda avversione verso quelle lancette. Ora scusate, rimarrei ancora a scrivere, ma si è fatto tardi...

domenica 21 marzo 2010

Incongruenze Stellari

Leggo, basito, che il corteo di sabato del popolo della libertà è stato accolto dalla band di Demo Morselli che intonava la note di Star Wars.
La notizia mi ha lasciato esterrefatto. Ma l'hanno visto il film? E soprattutto l'hanno capito? Lasciamo un attimo da parte la pomposità degli effetti speciali e concentriamoci sulla trama. Guerre Stellari è innegabilmente una saga sulla resistenza. E' la storia di una lobby che prima mina le basi di una repubblica attraverso la strategia della tensione, poi mette fuori uso il parlamento ed infine instaura una dittatura. Gli unici che continuano a opporsi sono un piccolo manipolo di magistrati, pardon di jedi, che, seppur delegittimati dal proprio ruolo, non si arrendono e combattono questa violenta dittatura cercando di restaurare una più giusta democrazia. Questa storia è raccontata sotto forma di favola, il che la rende comprensibile persino ad un bambino. Ora, con che coraggio utilizzano la colonna sonora di questo film sulla resistenza per una manifestazione di regime beh non me lo riesco a spiegare...
A meno che... beh certo, a meno che non parteggiassero per Darth Fener. Così potrebbe avere un senso. La strategia dell'impero si rispecchia molto con l'ideale politico di questa gente. E sì, Darth Fener come mito da seguire... Però continua a starci qualcosa che non quadra. Alla fine della saga l'Impero viene sconfitto e Darth Fener ha anche un ripensamento in punto di morte. Vittoria dei partigiani e annientamento della dittatura. Mmm... insomma, di nuovo non riesco a venirne a capo.
Il mio terrore a sto punto è che il futuro Ministero della Propaganda cambi il finale della saga con una vittoria dell'Impero. Con Palpatine presidente della repubblica e Darth Fener primo Ministro...

mercoledì 17 marzo 2010

la curiosità

Sensazioni istintive, per nulla mediate dalla ragione. Capita, a volte, che ci si avvicini parecchio a questi territori...

la curiosità from Danilo Melideo on Vimeo.

martedì 16 marzo 2010

la decadenza

Now. Not tomorrow. Yesterday. Not tomorrow.
Outside, David Bowie

Si respira un'aria di imminente sfacelo. La decadenza dell'impero ormai è inarrestabile. Le parole sono sempre più vuote e sempre meno riescono a nascondere la brutalità. Sui palchi gli animali sono rabbiosi e confusi e la platea si svuota. Ora rischiano di diventare davvero pericolosi. Ora. Non domani. Ieri. Non domani. E' oggi che accade. Il danno è oggi.

martedì 9 marzo 2010

Tempi Moderni

Ah, la frenesia dell'epoca moderna! Ma il problema non è mica lo stress, il nervosismo che provoca il traffico o altre minchiate affini. Questi sono argomenti da talk show. Il danno che provoca questo stile di vita a mio avviso è di tutt'altro genere e decisamente più grave che qualche smadonnamento al semaforo. E riguarda l'utilizzo del tempo. Ci hanno confezionato una vita traboccante di ansie e di bisogni, di cose da fare e scadenze da rispettare fino a farci abbandonare quell'abitudine che ha contraddistinto per secoli l'uomo: quella di fermarsi a riflettere. Può sembrare una banalità ma con una vita a questi ritmi frenetici succede che è meglio dieci minuti di telegiornale che passare una serata a capire la dinamica di un qualsiasi evento, è meglio ragionare per stereotipi che ci si fa un'idea sommaria di tutto che approfondire dinamiche e contesti, meglio utilizzare il sempre minor tempo libero per cazzeggiare che tornare ad impegnarsi ancora. E' comprensibile che si finisca così, non nego che capita anche a me. Ma una società a questi ritmi poi fa sì che la gente sa meno e quello che sa è incompleto o falsato. Insomma tutta sta pippa per dire che secondo me, con dei ritmi di vita più distesi molti degli abomini che l'uomo qualunque accetta... beh, non ci sarebbero più.

Ovvio che i problemi sociali che ci attanagliano non dipendono solo da questo, ci mancherebbe. Però la sua influenza ce l'ha, oh se ce l'ha.

Chiudo il post con un piccolo video, che ho girato tornando a casa dal lavoro. Un piccolo video che contiene un ancor più piccolo consiglio...


mercoledì 3 marzo 2010

Il film è mio e ci metto tutti i conigli che voglio

Ok, ok, faccio pubblica ammenda. Adoro i film "psichedelici", visionari, sconnessi. Sì, si, proprio quelli che "non si capisce una mazza". Quelli che "Ma cosa minchia voleva dire?" Però a sto punto qualche precisazione la voglio fare, perché sarò pure strano ma questa mia passione non è insensata.

Dunque, se un film non segue i rigidi schemi della struttura narrativa viene generalmente bollato come una porcheria. Come se l'unico stile socialmente accettato sia quella di prologo - svolgimento - conclusione. E invece, diobbono, esiste un altro stile di racconto che non procede seguendo una logica narrativa ma bensì una logica esclusivamente emotiva. Un susseguirsi di associazioni visive e sonore che puntano a comunicare una stato emotivo senza la sovrastruttura della narrazione. Sono perfettamente consapevole che è uno stile, per sua natura, di nicchia: il linguaggio narrativo è universalmente condiviso per cui utilizzandolo si ha la garanzia che il messaggio venga recepito da tutti. Il linguaggio emotivo, viceversa, è del tutto soggettivo. Dipende dalla sensibilità dello spettatore. E se guardando un film di questo tipo non si entra in sintonia con la sua emotività ovviamente rimane la struttura narrativa. e se detta struttura è assente o molto sconnessa ecco che viene legittimo il "ma non si capisce una mazza".

Ma a me spesso è capitato di entrare in sintonia con questo universo, e ad esempio alcuni film di David Lynch li trovo dei capolavori sublimi.

Da videomaker, molto umilmente, talvolta anch'io mi cimento a sperimentare questo stile di racconto. Il rischio di perdersi in un nonsense sterile è sempre presente. E' un territorio delicato ma se si imbocca la strada giusta riesce a tirarti fuori un grande potenziale emotivo. E se il risultato finale viene apprezzato solo da me e pochi altri... beh, chissenefrega. Come disse Lynch a proposito di INLAND EMPIRE "il film è mio e ci metto tutti i conigli che voglio"...

mercoledì 24 febbraio 2010

Io ne ho viste cose...

L'altra notte mi trovavo su un tetto di una megalopoli, sotto una pioggia incessante, tra fumi di scarico e l'odore del silicio bruciato. Seduto davanti a me, a petto nudo, un tipo biondo, presumibilmente svedese.

Ad un certo punto, con tono enfatico, comincia a dire:

"Io ne ho viste cose che voi italiani non potreste immaginarvi. Politici che, sorpresi a rubare, prima si dimettono e poi vengono processati. E ho visto una televisione che fa informazione e che racconta i fatti così come accadono. Ho visto soldi pubblici spesi per l'interesse della collettività. Ho visto il rispetto dei diritti civili anche nei confronti degli immigrati. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo... come lacrime nella pioggia. E' tempo... di emigrare."

Dopodiché una colomba bianca spicca il volo e il tipo biondo la guarda con empatia, forse pensando all'aereo per Stoccolma che avrebbe preso il giorno dopo...

mercoledì 17 febbraio 2010

Le Gocce Che Fanno Traboccare Il Water

Sì lo so, è da tempo che parlo di questo lungometraggio indipendente al quale lavoro da oltre due anni, Teleaut. Sarebbe dovuto uscire già da qualche mese ma continui problemi di produzione ne hanno ritardato l'uscita. Però noi teniamo duro e presto riusciremo a vederlo finito e pubblicato.

Nel frattempo però voglio pubblicare in anteprima una piccola clip tratta dal film, uno di quei video che i protagonisti della storia mandano in onda sulla tv pubblica piratando il segnale televisivo ufficiale...

Avendola realizzata io questa azione, è stata invasa da venature comico/grottesche, ma che volete, è questo il mio stile...


venerdì 12 febbraio 2010

L'Era Glaciale degli editor

Insomma, il fatto è che a Roma di neve davvero non ne fa mai, per cui stamattina ci siamo sentiti tutti vagamente euforici. E se un manipolo di montatori esce dalle proprie stanze per perdersi nella capitale innevata... beh, non poteva non venirne fuori almeno un video.

martedì 9 febbraio 2010

Le parole sono importanti

Viene chiamato Cie (Centro di Identificazione ed Espulsione) ma in realtà è un lager. Viene chiamata politica ma in realtà è semplice perseguimento di interessi personali. Viene chiamata fatalità ma in realtà è mancanza di controlli. Viene chiamato desiderio di legalità ma in realtà è razzismo. Viene chiamata lotta alla diffamazione ma in realtà è censura. Viene chiamato statista ma in realtà è un ladro. Viene chiamata informazione ma in realtà è ufficio stampa dei potenti. Viene chiamato Stato ma in realtà è una SPA. Le parole sono importanti. Come direbbe Nanni Moretti chi parla male, pensa male e vive male. Vogliamo cambiare le cose? Iniziamo a chiamarle con il loro nome.


mercoledì 3 febbraio 2010

Note a piè di Borat

Uno dei rischi principali del conformismo è che inserendo al proprio interno anche le cose più nefaste queste vengono accettate senza fare troppi problemi. Facciamo l'esempio del razzismo. Se uno dice "I negri sono delle bestie inferiori" crea scandalo, l'affermazione viene condannata, chi dice questa frase viene considerato un razzista. Se però lo stesso concetto viene espresso seguendo le regole del conformismo culturale, quindi calibrando parole politicamente corrette, l'affermazione non viene percepita più come razzista, o comunque molto meno. E come per il razzismo lo stesso ragionamento lo si può applicare agli omosessuali, alle diverse credenze religiose o politiche. Basta confezionarla in una forma politicamente corretta e fare attenzione all'utilizzo delle etichette giuste che anche le affermazioni più violente, xenofobe, dittatoriali vengono socialmente accettate senza battere ciglio dalla maggior parte delle persone, anche dalle brave persone.

In questo contesto quelle opere artistiche "politicamente scorrette" hanno un forte valore, perché sbattono in faccia alla gente l'ipocrisia di cui è intrisa la nostra cultura. Nella produzione degli ultimi anni c'è stato un film che può rientrare a pieno titolo nel politicamente scorretto, ovvero Borat: studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan. Il film è uscito pochi anni fa e molti immagino se lo ricorderanno. Il personaggio di Borat Sagdiyev, creato da Sacha Baron Cohen, è un giornalista kazako misogino, antisemita, razzista che va negli Stati Uniti per fare un documentario sulla cultura a stelle e strisce. Pur trattandosi di fiction, una buona parte del film è realizzato in stile candid camera, ovvero Sacha si spaccia davvero per Borat e registra le autentiche reazione degli ignari intervistati. A contatto con i più disparati yankee riesce a metterli continuamente in imbarazzo facendo traballare, in un vortice irrefrenabile, tutte le certezze e le ipocrisie di una cultura carica di pregiudizi. Il film, che può far morire dal ridere come mettere a disagio (a seconda della propria sensibilità), è molto scorretto e si è portato dietro una miriade di polemiche. Ma l'unico ad uscirne con le ossa rotte è il finto perbenismo della cultura americana. Magari non tutto il film riesce a mantenere un buon livello e di certo non tutte le scene sono costruite con la stessa efficacia, ma l'approccio politically uncorrect di questo film ha, secondo me, colpito nel segno. Questo film, come del resto anche altri con questo approccio, provocandoci uno strano disagio riescono a sbatterci in faccia tutta l'ipocrisia nella quale viviamo. E poco male se i perbenisti si scandalizzano per le volgarità. Farebbero meglio a scandalizzarsi per la loro ipocrisia.

lunedì 1 febbraio 2010

L'Allergia

Partiamo dalla fine. Ieri ho ultimato il trasloco abbandonando definitivamente la casa vecchia, casa in cui ho trascorso gli ultimi quattro anni romani. In questo fatiscente appartamento avevo condiviso per lungo tempo la stanza con Giampiero, collega di follie audiovisuali oltre che carissimo amico. Bene, nei lunghi periodi di disoccupazione, in quella folkloristica casa dal sapore neorealista, abbiamo prodotto un numero spropositato di video. Principalmente per ammazzare il tempo tra un colloquio di lavoro andato a male e una porta sbattuta in faccia. Alcuni son venuti carini, come per esempio il cortometraggio I Pre-Occupati (di cui ho già parlato tempo fa), altri invece sono venuti delle autentiche minchiate, totalmente sconnessi. Oggi, in omaggio alla casa che ho abbandonato, posto uno di questi video. Il titolo del corto è L'Allergia (anno 2006) e racconta in parallelo due risvegli: quello cinematografico in cui al mattino c'è il sole, ci sono gli uccellini che cantano, la tavola è già apparecchiata ecc... e quello reale, quello in cui il mattino è buio, gli uccelli se ne sbattono di cantare e l'unico rumore che ascolti è quello del traffico. Tecnicamente è fatto, se mi passate il termine, a cazzo di cane. Anche se i titoli di coda continuano a divertirmi ogni volta che li vedo.


L'Allergia from Danilo Melideo on Vimeo.

martedì 26 gennaio 2010

Con quella faccia un pò così...

Come mi sono ritrovato seduto sugli scalini del porto di Genova in quella fredda mattina di gennaio di domenica scorsa è una storia lunga, che ha che fare con poesie e telecamere accese, camminate interminabili, un grande amore e nuove amicizie. E un pensiero, discreto ma ostinato, ben espresso da David Cronenberg tempo fa...


"L'arte è sovversiva perché fa appello all'inconscio. Non sono un freudiano, ma credo nell'equazione "civiltà uguale repressione". L'arte è a favore di tutto ciò che viene represso. Quindi è contro la civiltà, contro la società con le sue norme stabilite. Più un film è collegato con l'inconscio, più è sovversivo. Come lo sono i sogni."

giovedì 21 gennaio 2010

Satura Lanx

In tempo di crisi economica finalmente dal governo un incentivo all'occupazione. Con l'approvazione del processo breve ricomparirà in Italia la figura ormai dimenticata dell'impiego sicuro: la delinquenza.

domenica 17 gennaio 2010

Signore e signori, buonanotte


Un capolavoro dimenticato, uscito nel 1976 e per anni introvabile in Italia, almeno fino al 2009 quando finalmente è uscito in DVD.
Il film, dal titolo "Signore e signori, buonanotte", mostra un'ipotetica giornata televisiva fatta di tg, fiction sui carabinieri, quiz, talk show e pubblicità in un susseguirsi apparentemente sconnesso. Ne viene fuori una critica feroce al mondo della TV attraverso una rappresentazione ridicola e grottesca. Una critica, che nonostante gli oltre trent'anni passati dalla sua realizzazione, ha un'attualità incredibile. Quando l'ho visto non credevo ai miei occhi, il film che ho sempre sognato di fare. Eppure è stato dimenticato e non mi stupisco del perché. Anche se si avvaleva di un cast di attori di altissimo livello, come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Paolo Villaggio e Ugo Tognazzi, solo per citarne alcuni. E di registi (il film vanta infatti una regia collettiva) del calibro di Mario Monicelli, Ettore Scola, Luigi Comencini, Nanni Loy ecc. Insomma raccoglieva importanti personalità del cinema italiano. Eppure per anni è stato introvabile. Se riuscite a procurarvelo consiglio vivamente di vederlo. Forse non tutti gli episodi hanno lo stesso valore ma ci sono delle autentiche perle. Oltre al fantastico TG di Mastroianni di cui sopra (da notare che nel 1976 la terza rete ancora non esisteva) ci sono scene notevoli: Agnelli che viene rapito e nel messaggio diffuso dai rapitori comunica che per pagare il riscatto miliardario verrà decurtato lo stipendio ai suoi operai o l'intellettuale nel talk show (un meraviglioso Paolo Villaggio) che propone in assoluta serenità come soluzione alla fame nel mondo quella di mangiare i bambini poveri, diminuendo così il sovrappopolamento dei poveri stessi e aumentando il cibo per gli altri. E così via in un susseguirsi di situazioni paradossali ma ahimè nemmeno tanto.
Che altro dire, Signore e signori buona visione.