lunedì 21 dicembre 2009

Pause/still premuto

Nel congedarmi dal blog per questo periodo di (laiche) festività natalizie e nel darvi appuntamento ad anno nuovo, vi lascio con un'esclusiva nonché grottesca video-ricetta tratta dall'ormai cult "La prova del cuoco - Student's Edition". La ricetta in questione si riferisce ad una consolidata tradizione natalizia che ci si tramanda di studente in studente da anni...

mercoledì 16 dicembre 2009

La Cina è vicina

Quando il signor B e la sua corte evocano lo spettro del comunismo, fanno riferimento a quei regimi dittatoriali che si sono macchiati di crimini sotto il simbolo del comunismo. Come ad esempio l'Unione Sovietica di Stalin o la Cina attuale.

E per quanto i comunisti nostrani (quei pochi che esistono ancora) non li ho mai sentiti fare nemmeno un discorso che potesse associarli a quelli sopraccitati, la nostra maggioranza li addita come pericolo per la libertà e lo sviluppo.

Ma dal momento che mi piace andare dietro i proclami vediamo un pò dove troviamo questo modello di comunismo liberticida nella nostra nazione.


Tipico dei regimi comunisti attuali è la censura della rete. Difatti sia in parte Cuba, sia in maniera più evidente la Cina impongono numerosi filtri alla libera navigazione sulla rete. Chi in Italia vorrebbe seguire questo esempio?... mmm vediamo... tale ministro Maroni... eccolo! L'ho trovato un comunista! Mah... è un ministro del governo Berlusconi! Strano, mi aspettavo di trovarli tra i vari partiti comunisti sparsi per l'Italia è invece guarda un pò, sta nella Lega.


Ma andiamo avanti. Altra caratteristica dei regimi comunisti è che lo Stato ha il controllo dell'economia nazionale. Beh, questo per fortuna non c'è. Vediamo però cosa c'è che si avvicina di più. Dunque, vediamo i principali gruppi economici privati... mah, guarda un pò che strano, sono detenuti da coloro che governano il paese, sia nei media, sia nella finanza, sia nell'edilizia... E chi governa il paese? Saranno i rifondaroli del partito comunista... no, invece è il centrodestra...Sono confuso... fatte le dovute proporzioni, nella pratica non mi sembra mica tanto diverso dai regimi comunisti in cui detiene tutto lo stato...anche se formalmente sono cose separate alla fine l'economia che conta sta sempre nelle stesse mani, e il controllo sul resto dell'economia è pressoché totale... mmm...


Continuiamo. Altra caratteristica di questi regimi comunisti dittatoriali è il culto della personalità e l'imporre alla popolazione di accettare ogni decisione presa dal capo, senza alcun tipo di dialettica, di cui Stalin è stato uno dei principali esponenti. Cerchiamo quindi chi in Italia oggi ha questa deprecabile concezione del potere. Dunque, mi sembra che sia un tale Silvio Berlusconi. Ma come? Il più grande nemico dei regimi comunisti segue proprio uno dei suoi modelli cardine? Strano...


C'è qualcosa che non mi quadra. Ho appena iniziato quest'analisi e mi sembra di capire che in Italia chi ha una visione della politica più vicina ai regimi comunisti dittatoriali sono... gli anticomunisti.

Mi sa che devo comprarmi un'edizione aggiornata del dizionario, perché qui, il significato che viene dato ai termini non mi quadra mica tanto....

lunedì 14 dicembre 2009

Faccia (libro) insanguinata

Quando uno si azzarda a dire che tramite il controllo totale delle televisioni si manipola la realtà e si influenza la gente, i potenti alla corte del nano dicono che non è vero, che la gente mica è scema, che sa ragionare con la propria testa e che questo del controllo dei media è solo una scusa senza basi per attaccare chi ci governa. Punti di vista. Discutibili ma legittimi, ognuno la può pensare come meglio crede. Poi però gli stessi che fanno queste argomentazioni dicono: i gruppi che vengono creati su facebook, gli attacchi che si fanno sui blog, il parlare senza freni su internet è un grave danno, è pericoloso perché si influenza negativamente la gente, la si istiga alla violenza, si fomenta l'odio.

Ma come? La tv non influenza nessuno e internet manipola la mente? Non capisco, secondo voi la gente è immune a queste influenze o ne è totalmente condizionata? Cari miei, fate pace con la vostra mente prima di parlare.

martedì 8 dicembre 2009

Open Video

E se aveste la possibilità di interrompere una qualsiasi trasmissione televisiva di grande successo e sostituirci un vostro video, che cosa mandereste?

Quando me l'hanno chiesto, beh, di cose me ne son venute in mente tante. Talmente tante che ci sto facendo un film. Ma la mia fantasia, per quanto fervida, è pur sempre solo nella mia testa. Voi cosa mandereste in onda?


Dunque, molte ne abbiamo già girate di queste azioni (e con alcune abbiamo già decretato la futura censura del film) ma, rianalizzando la struttura del lungometraggio, ci siamo accorti che ce ne starebbe bene anche qualcun'altra. Quindi, prima della fine dell'anno e della successiva chiusura del film, ognuno di noi del comparto regia si è autocommissionato di girarne almeno altre due. Nuove idee già ne ho, e magari ve ne parlerò nei prossimi post, ma prima di tornare di nuovo sul set, mi è venuta voglia di condividere quest'ulteriore appendice alla sceneggiatura e aprirla ai consigli degli sventurati lettori di questo blog. Una sorta di Open Source applicato al cinema, in modo da far diventare anche il vecchio mezzo cinematografico non esclusivamente unidirezionale.

Quindi ripropongo la domanda: se aveste in mano il tasto rosso per sostituirvi al flusso televisivo, al posto del faccione di bruno vespa e senza preoccuparvi di alcuna censura, cosa mandereste in onda?

domenica 6 dicembre 2009

Note sul NoBDay

E' stata sì una manifestazione contro quella persona, contro il suo modo di fare politica, contro il suo sistema. E già questo a me bastava per scendere in piazza. Non per aspettarmi davvero le sue dimissioni, so bene che non lo farà mai, ma per gridare ancora una volta che io con quello lì non ci ho niente a che fare. Che non sono né complice né omertoso verso le sue malefatte. Ma questo No B Day è stato anche altro. E' stata anche una bella occasione per parlare di quei temi che vengono costantemente sminuiti se non nascosti dalle tv e dai giornali. Un momento di incontro per parlare di e con gli operai dell'Eutelia, di caporalato e sfruttamento dell'immigrazione, di mafia, di informazione. Quindi io assolutamente non l'ho trovata una manifestazione sterile dalle dubbie finalità, ma un reale punto d'incontro per un fermento sociale alla disperata ricerca di uno spazio. Spero solo che tutto quel fermento che ho visto ieri in piazza e sul palco continui a restare vivo e attivo, anche al di fuori di questa manifestazione.

p.s. nota di servizio: visto che in questo blog pubblico quasi esclusivamente miei video, volevo precisare che il filmato che ho postato ieri non è mio, ma l'ho incorporato prendendolo dal sito della manifestazione

giovedì 3 dicembre 2009

Un giornalista e Teleaut

GIORNALISTA: Di cosa parla Teleaut?
SCENEGGIATORE: Difficile dirlo in una frase. Per semplificare direi che è un film contro la televisione.
G. Cioè?
S. Cioè che?! E’ un film contro la televisione. Punto. Non c’è molto da spiegare.
G. D'accordo ma ci stanno discorsi del tipo: oggi c’è troppa volgarità o troppe parolaccie, cose di questo tipo?
S. No, sei totalmente fuori strada. Forse c’è qualcosa da spiegare. E’ un film che, tra le altre cose, denuncia il modo in cui la tv manipola la realtà che abbiamo intorno. Ovviamente tramite l’informazione, i telegiornali, gli approfondimenti, ma anche attraverso l’intrattenimento. i talk show e tutto il resto.
G. Ah, ho capito! E' uno di quei discorsi paranoici del tipo tutti complottano contro di noi, in realtà lo sbarco sulla luna non era vero e cose di questo tipo.
S. Ma scusa, spiegami una cosa, se tu con i tuoi occhi vedi una determinata cosa e poi in tv te la raccontano totalmente stravolta, ti definiresti paranoico?
G. Io non giungerei subito a facili conclusioni. Può capitare che in tv si sbagliano, questo è vero, però potresti esserti sbagliato anche tu. Chi sei in fondo per giudicare la tv?
S. E chi è la tv per giudicare me?
G. Mi sembra di capire che è proprio come dicevo io, questo deve essere uno di quei film da centro sociale vagamente paranoici. E ce l’ha una trama il film?
S. Certo che ce l’ha una trama.
G. E sarebbe?
S. Racconta di un gruppo di persone che riesce a piratare il segnale televisivo italiano e a mandare in onda le proprie cose.
G. E potevi dirlo subito! E’ un film di terroristi! Ora è chiaro.
S. Non credo che hai capito di cosa sto parlando.
G. Mi dispiace dirlo, ma forse la colpa è tua che non sai spiegarti. Sei capace in una frase di farmi capire di cosa parla questo film?
S. Si. Questo film è contro di te.


Il momento dell'uscita si avvicina...

domenica 29 novembre 2009

Le Gliene presentano...

La superficialità con cui in tv si accosta l'inaccostabile la trovo piuttosto fastidiosa. Ma anche ridicola. E sulla variante ridicola che sono nati, nel laboratorio Gimada, diversi video parodistico-televisivi. Queste demenziali interviste doppie, che abbiamo realizzato nel 2007, ne seguono in qualche modo lo spirito...

martedì 24 novembre 2009

Io sono (diventato) un autarchico

Insomma dai, inutile girarci intorno, quando uno si appassiona ad un'arte o una disciplina arriva sempre a quel momento: quello in cui realizza che quell'arte la vorrebbe fare per lavoro. E come potevo non arrivarci io, cinefilo della prima ora, sia come spettatore che come videomaker. E quando arrivi a quel punto che fai? O ti siedi e focalizzi con estrema crudeltà tutti i tuoi difetti, in modo da portarti ad abbandonare l'insana ambizione oppure smetti di sederti e cominci a camminare come Forrest Gump. Bene, ovviamente io non mi sono seduto. E a guardarmi indietro in questa camminata quante ne ho fatte di cose... ma veniamo al punto.


Punto.


Ecco, ora possiamo proseguire. Dicevo sono arrivato alla soglia della professionalità e ho cominciato a farlo davvero per lavoro. Con gente che ti sceglie, ti commissiona e ti paga. E lì è cominciato a gracchiare qualcosa. Dopo l'euforia iniziale è arrivato questo macigno: Il COMPROMESSO. Ok, sei tu che scrivi la storia ma questo è meglio che non lo dici, questo argomento forse non è opportuno toccarlo, eh no, di questo poi proprio non se ne parla. Ah, dimenticavo, quest'altra cosa la devi mettere per forza. E intanto le più truculente bestemmie cercavano di uscire dalla mia bocca, ma dispoticamente le bloccavo. Nel frattempo, nel cosiddetto tempo libero riprendevo a girare le mie cose, a portare avanti le mie idee. Che piacere meraviglioso. Che gioia primordiale. E lì ho capito. Non si può far entrare la creatività nelle dinamiche del mercato. Non così. Per lavoro molto meglio proporsi come tecnico del video (anche perché ormai quello so fare), e lasciare la creatività libera. Libera, nei ritagli di tempo che sono sempre meno, nelle risorse da poterci dedicare che sono sempre più scarse, ma libera. Se poi questo flusso caotico e primordiale può arrivare da qualche parte, ben venga. Altrimenti, sti cazzi. Quindi sì, sono (diventato) un autarchico.

domenica 22 novembre 2009

senza titolo

cammino tra gli alberi
di un parco ventoso.
il rumore dei miei passi
sulla breccia
non mi piace.
lo ignoro
e proseguo.
certe riflessioni
sono di scarso
rilievo.

venerdì 20 novembre 2009

Backstage de Lo Studente Sfida L'Organizzazione

Quei circa venti giorni di riprese, nella tarda primavera del 2005, oltre a produrre Lo Studente Sfida L'Organizzazione hanno dato alla luce anche un backstage. E in produzioni sgangherate come questa il backstage ha tutta una sua poetica del caos...

Backstage "Lo Studente Sfida L'Organizzazione" from Danilo Melideo on Vimeo.

domenica 15 novembre 2009

Lo Studente Sfida L'Organizzazione

Dei miei lavori autoprodotti, Lo Studente Sfida L'Organizzazione si può annoverare come il Colossal. So già cosa state pensando, no, non è un Colossal in quanto colossale boiata, per quando non posso nemmeno darvi tutti i torti. Colossal perché, da cortometraggio indipendente c'è stato un dispiego enorme di risorse. Ma andiamo con ordine. Il film è un omaggio/parodia al poliziesco all'italiana anni 70. Parodia perché la qualità di quei film è a dir poco imbarazzante: regia improbabile, battute volgari, superficialità inarrivabile. Insomma una mediocrità tale che, anche i film più seri e drammatici, risultano ridicoli. Quindi parodia divertita di quel genere. Ma anche omaggio. Eh sì. Perché a rivederli oggi, sorprendentemente, vi si trovano degli elementi di critica che, nei b-movie degli anni successivi, scompare. Ovvero la critica al potere. Per me è stata una sorpresa vedere film di questo genere che trattavano temi come la corruzione nella polizia, i legami stretti tra istituzioni e criminalità ecc.... So bene che, all'epoca, la scelta di questi temi era dettata da pure ragioni commerciali: la cultura di quel periodo era molto attenta a queste problematiche e quindi parlarne voleva dire soldi al botteghino. Però fattostà che, anche in quei filmacci, se ne parlava. Oggi non si fa più. Chi ne parla è il film d'autore, mentre le pellicole commerciali/trash glissano allegramente questi argomenti. Quindi, di fianco alla parodia c'è anche un mio personale omaggio.

E torniamo al Colossal. Il corto dura 31' minuti (quindi capirò chi, tra i miei lettori non avrà voglia di affrontarne l'intera visione). E' un film in costume, interamente ambientato negli anni '70. Tra attori e comparse superiamo le 30 persone. Insomma, per gli standard di un gruppo di studenti un'operazione immane. Ah, tanto per dovere di cronaca il film è datato 2005.


Lo Studente Sfida L'Organizzazione from Danilo Melideo on Vimeo.

p.s. giusto per scoraggiarne ulteriormente la visione, in alcuni punti l'audio è piuttosto scadente ;)

mercoledì 11 novembre 2009

La sindrome di Godzilla

La chiave del ragionamento sta in Godzilla. Se avessi deciso di fare il romanziere e avessi poi deciso di raccontare una storia in cui Godzilla si mette a camminare per il centro di Roma e distrugge tutto quello che gli capita davanti, il tutto si sarebbe risolto in pochi istanti. Il tempo di trovare le parole adatte e via! Catastrofi, scene di massa, elicotteri e chi più ne ha più ne metta. Invece ho deciso di coltivare quest'altra passione, ovvero quella di fare il videomaker. E ogni volta che dalla mia testolina esce un'idea appena appena più audace mi ritrovo a fare i conti con infinite limitazioni di ordine tecnico/pratico. Ingegnarsi su come risolvere questi problemi a volte è anche divertente, perché vengono fuori soluzioni a cui non avresti mai pensato... però altre volte queste limitazioni ti portano ad abbandonare il progetto o quantomeno a stravolgerlo radicalmente. E questo non è divertente. Anzi, dal punto di vista creativo, è proprio frustrante. Ma quando si sceglie di fare il videomaker certe cose bisogna metterle a conto. E comunque, tanto per rassicurare i lettori sulle mie facoltà mentali, non ho mai pensato di fare un film con Godzilla.

lunedì 9 novembre 2009

Fiaba dell'animale qualunque

un assassino dai riccioli biondi
badava a seviziare una fanciulla
in un anfratto buio di un bosco.
all'improvviso sentì un rumore,
si fermò di scatto e si guardò intorno.
scorse un'ombra in lontananza.
prese in mano la pistola e guardò meglio:
era un animale qualunque.
l'assassino dai riccioli biondi
scordandosi del corpo svenuto della fanciulla
impaurito si nascose dietro un albero
e puntò la pistola contro l'animale qualunque.
"perché hai paura di me?" chiese l'animale qualunque
"non so che animale sei, potresti essere
un gatto oppure un coniglio e allora la mia paura
sarebbe immotivata
ma potresti essere anche un orso, un lupo o un coccodrillo
capisci? potresti essere pericoloso per me"
disse l'assassino dai riccioli biondi
"beh, certo, in questo caso la tua paura
è giustificata"
disse l'animale qualunque

mercoledì 4 novembre 2009

Electronik Life

Non ho mai negato che nel mio background culturale ci siano i videogame degli anni 80. Poi ho smesso completamente di giocarci, e ammetto che non ho mai nemmeno toccato una playstation. Però quegli arcade... insomma, nel 2005, un amico mi chiede di girargli, anche in maniera amatoriale, un videoclip per un brano di musica dance che ha inciso. Musicalmente non è proprio il mio genere però mi stuzzica il titolo, "Electronik life", e mi fa tornare alla mente un'idea che avevo da tempo. Fare un omaggio/parodia dell'universo 8bit degli arcade con cui sono cresciuto. Nasce così questo videoclip, libera rivisitazione di un classico dell'epoca: Donkey Kong...


domenica 1 novembre 2009

Alarm Clock Blues

Al mattino, La Sveglia Elettronica
ghignando si apprestava a suonare
quando, d'un tratto, rimase sorpresa:
il letto era vuoto.
Non c'era nessuno.
Poi sentì dietro che qualcuno apriva la porta.
Poco male che non si potesse voltare
perché avrebbe visto
solo la pesante figura di un uomo in pigiama
che stropicciandosi i capelli
tornava dal bagno.

venerdì 30 ottobre 2009

ɐʌıʇʇǝdsoɹd ɐsɹǝʌıp ɐun ɐp

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.» George Bernard Shaw

Se la cultura, l'arte, la ricerca e le relazioni umane sono viste con l'ottica del mercato vuol dire che il declino della società si trova ad uno stato avanzato. E più mi guardo intorno e più mi accorgo che c'è sempre più reticenza nel guardare le cose da una diversa prospettiva. Eppure basterebbe riflettere su semplici pensieri, come quello meraviglioso di George Bernard Show, per rendersi conto che aprirsi a diverse interpretazioni della realtà può portare a grandi cose. Io non voglio, non fa parte della mia natura, convincere chi la pensa diversamente. Però mi rattrista sentire persone che affermano "che non c'è alternativa". La cultura può essere una grande alternativa all'imbarbarimento dell'uomo. Quando questa prospettiva verrà anche solo presa in considerazione, probabilmente ci troveremo in un mondo migliore. Nel frattempo, però, continuiamo a vivere ai margini della civiltà.

lunedì 26 ottobre 2009

Freeze Frame

Soffermarsi su un fotogramma. Congelarlo. Estraniarlo dal flusso. E rimanere lì, ad ascoltare cosa dice. No, non sono pazzo. O forse sì.

mercoledì 21 ottobre 2009

Kamorra, un'associazione che opera in tutti i settori

Anno 2007. Con il gusto per il grottesco giro, insieme al mio collega, questa assurda telepromozione... ma la realtà ci insegue e tenta il sorpasso. E a breve finirò con il non sorprendermi nemmeno se un video del genere passasse davvero in tv...

lunedì 19 ottobre 2009

Non vedo, non sento... ma parlo

Avete presente le tre scimmiette? Sì, quelle di : non vedo, non sento, non parlo. Ecco, non sono una bella cosa. Sono il simbolo di un'omertà colpevole, di un lavarsi le mani di quello che ci succede intorno. Però ultimamente ho notato una perversa variante delle tre scimmiette, quella che fa "non vedo, non sento ma parlo".

Mi capita sempre più di sentir parlare, o addirittura di sentire sermoni, di persone che non sanno minimamente di cosa stanno blaterando. Basterebbe aprire gli occhi o le orecchie per avere una visione leggermente più ampia ma non lo fanno. Non vogliono approfondire, non vogliono conoscere certi retroscena, non vogliono credere a nulla che non sia spiattellato in superficie. Però vogliono parlare, sparare giudizi, sentenziare a destra e a manca. Non so se questa variante sia più grave, ma è sicuramente più fastidiosa.

mercoledì 14 ottobre 2009

Teleaut - Il backstage

Torno a parlare di Teleaut, il lungometraggio al quale sto lavorando da un anno e mezzo e che a breve, salvo imprevisti, sarà pronto. Il film, come ho già detto in altri post, racconta la storia di un gruppo di persone che riesce a trovare il modo di piratare il segnale televisivo nazionale e quindi a sostituirsi alla programmazione ordinaria, facendo imbestialire non poco il potere... Chi ancora non avesse visto il trailer può vederlo qui.

In questo post voglio pubblicare un estratto del backstage della sessione più prolifica delle riprese, ovvero quelle realizzate nell'agosto del 2008. Quattro settimane di full immersion in un set itinerante in una Roma afosa e deserta.



In calce metto i link agli altri post che ho dedicato a questo scombinato e affascinante progetto...

domenica 11 ottobre 2009

I Pre-Occupati

Anno 2006. Due neolaureati (al secolo io e il mio compare Giampiero) si trasferiscono a Roma con la valigia di cartone. Giunti nella capitale si scontrano con lo spietato e cinico mondo del lavoro. Dal momento che questi giovani sarebbero due videomakers, nelle vuote giornate che intercorrono tra un colloquio fallimentare e l'altro decidono di girare un cortometraggio sulle loro disavventure. Le esperienze in questione sarebbero un ottimo materiale per un dramma o per una tragedia o (perché no?) per un horror. Invece decidono di farne una farsa. Ecco così che ne esce fuori un corto che in futuro verrà definito social-demenziale.

I Pre-Occupati from Danilo Melideo on Vimeo.

martedì 6 ottobre 2009

Il regista di matrimoni

Nella lista dei crimini verso l'umanità l'Onu dovrebbe annoverare anche il filmino del matrimonio. In genere si configura come una sadica tortura per chi lo guarda, nessuno escluso, compresi gli sposi, che si ritrovano ad ogni visita dei parenti a doverlo visionare ripetutamente nemmeno fossero nel finale di Arancia Meccanica.


Da quando ho iniziato a fare il videomaker mi sono guardato bene dall'entrare in contatto con questo universo inquietante. Eppure, dopo anni di coerente intransigenza, ci sono caduto anch'io. Però li ho redarguiti i novelli sposi: non aspettatevi la solita solfa, se proprio mi ci dovete invischiare farò a modo mio. E così sto facendo. Certo, riguardando questa prima fase del lavoro noto che le influenze del gangster-movie coreano si fanno sentire... mah, in due modi potrà finire: o aprirò un nuovo folgorante capitolo nella cinematografia matrimoniale o mi darò alla macchia per evitare la furia omicida degli sposini...

domenica 4 ottobre 2009

E' stato bello esserci...

Centinaia di migliaia di persone in piazza per dire che questa informazione non ci piace. Io c'ero ed è stato emozionante. Oggi voglio postare solo un piccolo frammento delle sconnesse riprese che ieri sono riuscito a fare nella confusione festante di tanti "farabutti"...



A parte i goliardici cori iniziali, ho voluto sintetizzare la manifestazione con le parole di Roberto Saviano, che come sempre riesce a cogliere efficacemente il nodo del problema...

martedì 29 settembre 2009

Quando Gimada, suo malgrado, fu pioniere del web

Sulla nascita della web sitcom Effesse (poi diventata Fuori Sede) avrò rilasciato almeno una ventina di interviste, tra giornali e televisioni (sic!). Ma all'approssimarsi dei 5 anni dalla sua creazione e all'ormai affievolimento di un qualsiasi interesse, m'è venuta voglia di tornare a parlarne. Soprattutto per riflettere sul web e su come sia cambiato radicalmente in pochissimo tempo. Ma partiamo dall'inizio. Nell'ottobre del 2004 non c'era ancora Youtube, l'Adsl non era ancora così diffuso e della multimedialità di internet se ne parlava più nei giornali e in ambiente accademico che nella vita quotidiana. In questo contesto un gruppo di compagni d'università (Gimada), dediti alle goliardie, decise di girare una sitcom sulla vita dei fuori sede. Ne venne fuori un prodotto amatoriale, scombinato, povero ma sincero. Fin qui nulla di nuovo. L'idea che ha fatto la differenza, allora, fu quella di diffonderla in rete. A ripensarci oggi sembra una cosa banale, ma allora non lo fu. Facemmo un sito (in realtà lo fece Giampiero, io allora non ne capivo niente di html) e ci caricammo le 6 puntate realizzate, dando vita a quella che diventerà la prima web sitcom italiana. In poco tempo fu il delirio. Iniziò un giro di passaparola su internet e nell'arco di pochi mesi la sitcom fu vista da Palermo ad Aosta, arrivarono mail e commenti da ogni dove. Ci contattò la televisione nazionale (prima Italia1 e poi rai3) per realizzare dei servizi su questo "fenomeno" e a ruota decine di articoli di giornali. Minchia! E chi se l'aspettava! Tempo dopo arrivammo addirittuta a farcela produrre dal portale studenti.it... A rifletterci oggi tutto è molto più chiaro, ma allora... Allora sul web i contenuti video di lingua italiana erano scarsissimi, che mi ricordi alcuni portali di cortometraggi e poco altro, e fruire contenuti video nuovi escludendo la tv era una grande novità. Una novità che piaceva. Quasi in contemporanea devono averlo capito anche altri perché nell'anno seguente ci fu un vero e proprio exploit del video in rete, a partire da youtube. E molte cose sono cambiate. Al punto che io, e molte altre persone come me, utilizzo internet non solo come principale mezzo di informazione ma anche di intrattenimento (abbandonando la tv). Quando torno a pensarci rivedo quei giorni come pionieristici, di frontiera. E, nel mio piccolo, sono contento di averli vissuti.

domenica 27 settembre 2009

Il Paese di Rubik

In questo momento della mia vita mi tormentano fondamentalmente due cose: la situazione politico/sociale del mio Paese e quel maledette cubo di Rubik poggiato sul mio comodino. In entrambi i casi tutto è fuori posto. Che siano valori costituzionali o che siano caselle colorate le cose non tornano. E il groviglio nella mia testa peggiora da quando ho iniziato a fondere le due cose. Il quadrato bianco non dovrebbe stare nella facciata azzurra, il lodo Alfano non dovrebbe stare all'interno di un ordinamento che stabilisce che la legge è uguale per tutti, se sposto il quadrato rosso (cazzo!) mi si spagina la facciata verde, vada bene la difesa contro il terrorismo ma (cazzo!) a questo scopo non possiamo massacrare centinaia di uomini innocenti, mi ritrovo sto quadrato giallo sempre da tutt'altra parte, mi ritrovo la propaganda governativa all'interno di ogni spazio del servizio pubblico... ad libtum sfumando. Non so come venirne fuori. Nonostante ciò, quel maledetto cubo di Rubik sta sempre sul mio comodino. E non ho intenzione di cedere.

martedì 22 settembre 2009

[zero]



Perugia, febbraio 2005

Immagina un uomo
pensalo in una stanza, seduto
poi immagina il silenzio...

lunedì 14 settembre 2009

Sulla censura...



quattro parole sulla censura... come? tre parole sulla censura... non va bene? due parole sulla censura... troppe? una parole sulla censura... nemmeno? va beh, è un video in cui non si parla di niente...

giovedì 10 settembre 2009

Lost Zone - ... sul progetto (parte III)


... segue i post parte I e parte II


Conclusosi il periodo di transizione che seguì la nascita della Zona Franca, e acquietata l'opinione pubblica, il regime iniziò ad interferire nella vita della Zona. La preoccupazione della dittatura era che i dissidenti potessero riuscire davvero a creare uno stato alternativo: certo i ribelli erano poveri e senza mezzi ma ugualmente c'era il rischio che mettessero su uno mini-stato organizzato e che potessero invogliare sempre più cittadini a trasferirsi. Insomma, se i dissidenti della zona dovessero crescere potrebbero diventare realmente una minaccia per il regime, rendendo vana l'idea originaria della Zona Franca. Quindi la dittatura istituisce un corpo paramilitare, dal nome di Lost Zone Guardians, che ha ufficialmente il compito di controllare i confini tra lo stato nazionale e la Zona Franca, ma che in realtà ha l'obiettivo di localizzare e sabotare ogni attività di rilievo all'interno della Zona.

Da questo punto della storia inizia una vera e propria guerra tra regime e dissidenti, una guerra interamente combattuta nel territorio selvaggio della Zona Franca (che da questo momento in poi verrà chiamata dal regime Lost Zone).


Ecco, a grandi linee è questo l'universo diegetico di Lost Zone. Ovviamente ogni aspetto di questa struttura narrativa merita un approfondimento, e mano a mano che ci lavoro arricchisco il tutto di dettagli e sfumature. In questa ardua impresa non sono solo ma ho l'apporto prezioso di una collaboratrice, Manuela, che con le sue proposte e le sue riflessioni contribuisce non poco a rendere credibile questa ingarbugliata vicenda.

Che è solo all'inizio...

mercoledì 2 settembre 2009

Lost Zone - ... sul progetto (parte II)

Proseguo quest'abbozzo di serial iniziato nel post precedente. Lì ho fatto una sintesi sulle premesse politiche e sociali che portano alla nascita della cosiddetta Zona Franca, mentre ora mi vorrei soffermare sulla Zona Franca vera e propria. Dunque, abbiamo detto che si tratta di un territorio al di fuori della giurisdizione del regime in cui è concesso trasferirsi in caso di dissenso.


Il territorio in questione fu scelto perché, seppur piuttosto florido, era a forte rischio sismico, e nel corso degli ultimi decenni aveva subito diversi terremoti. La mancanza di una politica di messa in sicurezza aveva portato ad uno spopolamento graduale della zona, sino a renderla ormai disabitata. Il regime, per evitare che tornassero alla mente polemiche poco gradite, aveva preferito abbandonare la zona. Questo fino al giorno in cui idearono la Zona Franca. Quello era il territorio ideale: libero da insediamenti e interessi economici e poi poco apprezzato dal cittadino medio.


Al momento dell'istituzione della Zona Franca, i primi che vi si trasferirono furono i gruppi clandestini di dissidenti. Avevano forti dubbi sull'autenticità di questa zona, ma la morsa repressiva del regime li stava dissanguando e, seppur consapevoli del rischio, decisero comunque di tentare. Ed ebbero ragione. I primi mesi la Zona Franca appariva davvero come un paradiso in terra, principalmente perché finalmente erano liberi di incontrarsi e parlare liberamente. Certo, era una terra selvaggia ed era difficile anche procurarsi l'acqua e il cibo, ma ai dissidenti l'adrenalina di essere tornati nuovamente liberi faceva sopportare tutto il resto.


L'idillio però, non durò molto. Passati i primi mesi, in cui c'erano gli occhi dell'opinione pubblica puntati su questa zona, qualcosa cambiò. Radicalmente. E Il regime tornò a mostrare il solito volto...

sabato 29 agosto 2009

Lost Zone - Sul progetto...

D'accordo, lo ammetto, il progetto è ambizioso. Creare un serial. E con esso il conseguente universo diegetico, fatto di regole, personaggi, relazioni. Un lavoro produttivo decisamente complesso, ma al contempo, estremamente stimolante.


L'idea di partenza è la seguente: spingiamo l'acceleratore sulla situazione politica attuale e immaginiamocela fra vent'anni. Quello che ne viene fuori è un regime fortemente accentratore che, con la scusa del benessere e della sicurezza, ha eliminato ogni libertà individuale e consolidato una violenta repressione verso tutti i dissidenti. Il mantenimento del potere e del consenso è relegato al controllo totale dei mezzi di informazione. Televisione, stampa, radio, internet, tutti i mezzi di comunicazione sono gestiti dal regime e trasmettono una propaganda infinita.


Questo sistema, per anni, ha garantito una consistevole stabilità al governo. Ma nel corso del tempo il perpetuarsi delle azioni repressive ha cominciato a portare delle perplessità anche nel cittadino medio. Insomma, il regime rischiava di perdere l'approvazione plebiscitaria che si era assicurato con il controllo dell'informazione.


In questo contesto nasce il progetto di una Zona Franca. L'idea del regime è la seguente: chi vuole vivere nella nostra società, godendo del benessere e della ricchezza, deve rispettarne regole; ma chi non volesse rispettarle, non è obbligato. Può trasferirsi in una Zona Franca, al di fuori della giurisdizione del regime, dove può vivere in massima libertà. Trasferirsi nella Zona Franca però porta con se delle conseguenze: vivere senza agi, tra stenti e povertà, senza i servizi garantiti da un'istituzione forte; vivere nell'insicurezza di poter essere aggredito dai malintenzionati senza un corpo di polizia che ti protegga ecc.

Risultato dell'operazione è che il cittadino medio torna ad avere la percezione di un governo libero, infatti può decidere se accettare o meno le regole del regime. Inoltre, con la prospettiva di una vita nella povertà e nell'insicurezza, la maggior parte dei cittadini non si sposterà mai nella Zona Franca. Non solo, in questo modo si consente alla dittatura di essere ancora più dura nelle repressione, in quanto è il cittadino che ha accettato queste regole. Una manovra praticamente perfetta per il regime, che si ritrova più forte di quanto fosse stato prima.


E nella Zona Franca? Ciò che accade lì è ben diverso da quello che propaganda il regime...

... to be continued

lunedì 27 luglio 2009

Teleaut - Il trailer...

Giacciono nel mio hard disk esterno circa 400 gb di riprese, come backup secondario del girato del film di Teleaut. Il primo ovviamente è in mano al regista che tuttora sta lavorando alla stesura definitiva del montaggio. Con a disposizione tutto questo materiale mi sono imbarcato in un'ardua operazione, ovvero quella di montare un trailer del film. Il trailer ha degli equilibri molto complicati, ma se lo vogliamo sintetizzare possiamo dire che deve far capire di cosa si tratta senza svelare troppo, il tutto con l'obiettivo ultimo di incuriosire. Più facile a dirsi che a farsi. Strada facendo mi sono accorto di essermi sbilanciato. Sarà stato il timore di essere troppo didascalico ma le suggestioni visive e sonore hanno preso il sopravvento sul far capire di cosa si tratta. A me piace così com'è venuto, rispecchia bene l'emotività del film, ma mi rendo conto che per chi non ne sa nulla di Teleaut, questo trailer spiega ben poco. Considerando il film come una medaglia questo trailer ne racconta una facciata, la facciata emotiva, viscerale, di pancia. The Dark Side of Teleaut. Viene da se la necessità di un trailer che racconti anche l'altra faccia della medaglia. Il mio prossimo obiettivo dovrebbe essere quello.
Intanto il lato oscuro di Teleaut è qui sotto:

giovedì 23 luglio 2009

Teleaut - La sceneggiatura...

Dire di cosa mi sono occupato nella realizzazione di questo film è un pò difficile. Volendo proseguire il discorso iniziato nel post precedente, in quel lontano dicembre 2007 ero stato reclutato, se così si può dire, come sceneggiatore. Il regista aveva le idee chiare su cosa raccontare, ci aveva ragionato e fantasticato per anni. E ancor più chiara aveva in mente la cifra stilistica da volergli conferire. Ma a tutto questo mancava ancora una struttura narrativa e i personaggi erano solo abbozzati. Ad occuparci di questo, sotto la costante supervisione del regista, siamo stati io e Viviana.
Di sceneggiature ne avevo scritte già tante ma mai di un lungometraggio e la cosa era molto stimolante. E poi mi era innamorato fin da subito del soggetto. Quindi siamo partiti. Si sono succeduti giorni e poi settimane di riunioni e appunti e pian piano i personaggi crescevano, gli ambienti e le scene cominciavano ad essere sempre più reali. L'obiettivo era di girare nell'estate del 2008 e nell'entusiasmo di veder crescere scena dopo scena questa storia le settimane sono volate e ci siamo ritrovati come d'improvviso a marzo con una sceneggiatura praticamente finita ma una montagna di altre cosa da organizzare. Contatti ce n'erano ma stavano un pò tutti sparsi. Bisognava rimboccarsi le maniche e partire in quarta, tra casting, location, attrezzature, costumi, troupe e lazzi e mazzi. E' stato probabilmente da allora che i ruoli canonici hanno perso qualsiasi significato e questa spericolata esperienza ha subito una forte accelerata.

giovedì 16 luglio 2009

Teleaut - Il prologo...

Rileggendo i vari post che ho scritto su questo blog mi sono accorto che non ne ho fatto nemmeno uno sul progetto che più mi ha coinvolto da un anno a questa parte, ovvero quella spericolata idea di imbattermi nella realizzazione di un film vero e proprio. Sarà che nell’anno in cui ho dedicato anima e corpo a questo progetto ho praticamente accantonato il blog, sarà pure che l’impegno che questo film richiedeva era tale che ho trascurato molte altre attività, ma sta di fatto che mi è sembrato curioso che in 37 post non ne abbia mai parlato. E di cose da dire ce ne sarebbero tante. Per ora mi voglio limitare a raccontare come è nata questa spericolata idea. Era il dicembre 2007. Lavoravo come montatore in una tv istituzionale, votata al compiacimento dei potenti. E se già lo schifo per un’informazione manipolata era più che presente, starci all’interno ha reso quello schifo insostenibile. Mio collega di sventura era un ragazzo, tornato in Italia dopo aver vissuto un’esperienza in Venezuela, anarchico fino al midollo e con un’idea fissa: girare un film contro la televisione italiana. Ed aveva già in mente il titolo, Teleaut, e la storia: un gruppo di persone che riesce a piratare il segnale televisivo. E che mette nel panico tutto il sistema di potere che la tv sostiene. Uno sguardo violento e irriverente sul mondo di plastica che ci fanno passare per realtà. L’idea mi piaceva. La cosa però davvero stupefacente è che non si trattava solo di un progetto sognato. Si stava già adoperando per mettere su la troupe e i soldi necessari per girarlo davvero. Ovviamente i soldi erano pochi e la troupe un manipolo di volontari. Lo ha chiesto anche a me. Io ci ho creduto e mi sono unito a questa armata Brancaleone. Il film è stato girato ed ora ci troviamo alle fasi conclusive della post-produzione. Se tutto va bene per settembre sarà pronto. Tutto quello che è intercorso tra quel dicembre 2007 e oggi meriterebbe un film a parte...

Per chi volesse saperne di più sul film può affacciarsi qui

martedì 14 luglio 2009

Dopo le 3.32

Ora che si sono concluse sia le passerelle pre-elettorali che le sfilate del G8, mi sembra il momento adatto per pubblicare questo piccolo documento video che cerca di raccontare l'ondata di solidarietà dal basso che si è mossa in aiuto delle popolazioni aquilane dopo il sisma del 6 aprile scorso. Partendo dall'attività di raccolta aiuti dell'Associazione Peppino Impastato di Sambuceto (CH) si è cercato di seguire il percorso del materiale raccolto fino alle tendopoli e di raccontarlo attraverso la voce dei volontari. Buona visione.

mercoledì 7 gennaio 2009

Rasta PC

O anche le disavventure di due tecnici informatici in una scalcinata bottega. Insomma, comunque la si voglia chiamare a settembre ho girato una nuova sitcom. Sempre con la premiata ditta Gimada. L'abbiamo scritta, diretta e interpretata, insomma sintetizzando si può dire che è stato un delirio anche stavolta...



La serie completa è di 6 puntate ed è visibile su questo sito

Forse guardandola si noterà che è leggerissimamente sponsorizzata dalla Verbatim ;)

lunedì 5 gennaio 2009

Certi capivano il jazz...

Dopo aver saltato a piè pari tutto il 2008, torno al blog, forse semplicemente perché preferisco gli anni dispari... Ad ogni modo, sono appena tornato dall'Umbria Jazz Winter #16 di Orvieto, dove ho lavorato come cameraman/montatore e dove (grande goduria) mi sono seguito tutti i concerti della kermesse. Una gran bella esperienza... Ma veniano al dunque. Ho sempre subìto un notevole fascino da parte della musica jazz, da quelle atmosfere da cotton club newyorkese, fumoso e notturno, dalla magia che i musicisti riescono a sprigionare da quelle trombe lucenti o da quei tasti bianchi e neri suonati con un'eleganza invidiabile...Un concentrato di suggestioni davvero meraviglioso. Però.

Però, seguendo nel suo complesso questa manifestazione, mi sono imbattuto in alcuni concerti, per quanto mi riguarda, molto singolari. Ore intere di improvvisazioni al piano, senza nessun accenno di melodia, senza un ritornello, senza un punto d'appiglio. Non capivo. Non vi trovavo alcuna suggestione, solo dei tasti premuti apparentemente alla rinfusa. Eppure, tra il pubblico, decine e decine di spettatori concentratissimi, attenti a cogliere la più piccola sfumatura di ogni nota. E lì ho avuto l'illuminazione. Io di jazz non ne capisco un cazzo. Il piacere che dovevano cogliere questi spettatori a me non sfiorava nemmeno di pezza. Per circa 30 secondi sono stato investito da una profonda malinconia. Poi è seguito un minuto buono di riflessione e interessanti prospettive per il futuro, in cui mi imponevo di dover prendere lezioni e studiarla sta benedetta musica per riuscire anch'io un giorno a provare piacere nel sentire quel susseguirsi di note che, al mio umile orecchio, non avevano senso. Infine, però, passato questo tormentato minuto e mezzo, mi son detto: anche se mi limitassi ad ascoltare solo il jazz che mi piace non sarebbe poi tanto male...